Monte Rinaldo

Risalendo dalla vallata del fiume Aso verso i declivi collinari troviamo arroccato il piccolo borgo di Monte Rinaldo che conserva ancora un’atmosfera di antichità, tradizione popolare e bellezze architettoniche fuori da ogni tempo. Piccolo paese di 390 abitanti circa e situato ad un altezza di 475 metri sul livello del mare, prende il suo nome da antiche leggende dal sapore medievale che parlano del figlio di un conte normanno di nome Rinaldo che si appropriò di queste terre fondando appunto il paese. E in effetti presenta ancora il tipico aspetto medievale con le mura che corrono lungo l’antico percorso che corrispondeva al castello e le antiche porte di accesso e di difesa ancora perfettamente conservate.

L’imponente chiesa del SS. Sacramento e del Rosario, detta anche chiesa della Misericordia, con il grazioso giardino adiacente è la chiesa principale di Monte Rinaldo e ci riporta ai tempi in cui le confraternite, da cui essa prende il nome e da cui fu costruita, rivestivano ruolo centrale nella vita locale, non solo religiosa ma anche sociale, politica ed economica. All’interno troviamo dipinti di insigni artisti quali Antonio Liozzi e Filippo Ricci oltre ad una splendida cantoria finemente decorata, un organo di pregevole valore e un delizioso affresco proveniente dalla chiesa rurale di Santa Maria in Montorso. Nella piazza si può ammirare anche Palazzo Giustiniani, con la magnifica facciata ottocentesca, adesso in via di ristrutturazione, che fu costruita dall’antica famiglia dei Giustiniani di cui ritroviamo ancora al suo interno lo stemma.

Monte Rinaldo porta però con sé tracce che ci riportano ancora più indietro nel tempo, fino ai romani del II-I secolo a.C. che costruirono l’imponente santuario di località “La Cuma” che rappresenta un unicum nella nostra regione. Se ne ammirano ancora oggi i resti del tempio circondati dalla stoà, struttura che un tempo circondava il luogo sacro racchiudendolo sui tre lati e di cui oggi possiamo ammirare le splendide colonne di arenaria con i capitelli perfettamente conservati nelle loro decorazioni. Questo luogo così suggestivo ci offre un palcoscenico e un ambiente suggestivo per ospitare rappresentazioni teatrali e musicali, come quella del TAU che si tiene ogni anno in estate e che ci permette di valorizzare il luogo nonché di godere della sua bellezza suggestiva.

Tutti i resti fittili ritrovati durante gli scavi sono invece conservati al Museo Civico Archeologico, istituito nel 2008 e situato appena fuori dal paese nella Chiesa del S. Crocifisso, esempio di architettura romanica del 1600. Vi ammiriamo lastre di rivestimento della copertura degli architravi, rivestimenti degli spioventi, antefisse e decorazioni del frontone ovvero parti di statue, teste maschili e femminili oltre che parti di arti che ci danno l’idea di quanta magnificenza e splendore doveva avere il luogo in quei tempi lontani.

Sindaco Gianmario Borroni