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Monte Giberto MEDAGLIE 150

Un tesoro a Monte Giberto: più di 10.000 medaglie religiose

Donazione al Comune del collezionista montegibertese Siro Ciarrocchi

Per un lascito di Siro Ciarrocchi, il comune di Monte Giberto possiede una delle maggiori collezioni di medaglie religiose delle Marche. Il tema della medaglia religiosa è entrato di recente come materia di studio, sia sotto l’aspetto devozionale che di tradizione popolare e di costume.
Fin dagli inizi del cristianesimo sono state prodotte delle insegne sacre, destinate al popolo, sia a scopo devozionale, come per essere preservati dai mali.
Nel succedersi dei secoli, sono state poi sostituite da immagini di carta incise, sempre destinate al popolo, a scopo devozionale, o per essere preservati dai mali fisici. In particolare, queste sono state prodotte nei conventi delle claustrali, religiose e monache.
A partire dalla fine del secolo XVI, cominciano a diffondersi, invece, le medaglie religiose, realizzate su metallo, come oggi le conosciamo, prendendo ispirazione dalle monete coniate nei singoli stati, in cui, oltre l’immagine del sovrano, vi era raffigurato anche il santo protettore dello stato o della città. Nella collezione di Monte Giberto, domina la medaglia con la raffigurazione della Madonna di Loreto, e la ragione è ben comprensibile. Il santuario della Santa Casa di Loreto è stato sempre, infatti, nel passato, il maggior luogo di pellegrinaggio delle Marche, ed ancora oggi molti marchigiani non mancano di recarsi, ogni anno, a venerare la Madonna di Loreto. Il motivo iconografico del santuario di Loreto si trova figurato, a volte, sia nel diritto che nel rovescio della medaglia. Ma se il motivo religioso lauretano è figurato solo da una parte della medaglia, spesso, nell’altra è rappresentato il crocifisso di Sirolo, per il detto: “chi va a Loreto e non va a Sirolo, vede la madre e non il figliolo”.
Molte anche le medaglie legate all’infanzia di Gesù, bambino o fanciullo, sua madre Maria e Giuseppe. E anche Sant’Anna e San Gioacchino, noti dai vangeli apocrifi e tradizionalmente venerati come genitori di Maria.
Particolare e significativo un piccolo nucleo di medaglie, nelle quali, in entrambe le facce, sono ripartiti i simboli della passione. Da una parte: “la croce con il cuore e la corona di spine, le mani e i piedi piagati, la lancia e la spugna, la palma, i flagelli, il martello e le tenaglie e dall’altra la colonna e la scala incrociate e il velo della Veronica, il catino e la brocca, la veste, il gallo e i dadi”.
Tra i santi, è bene rappresentato san Venanzio, santo di Camerino, sia perché è il protettore dei viaggiatori ed anche perché la città era una di quelle maggiormente attraversata dai pellegrini nel loro viaggio diretto a Loreto e a Roma. Nelle rimanenti medaglie, spesso vi è l’immagine di san Benedetto, abate, fondatore dei benedettini che hanno avuto varie abbazie nella Marca. Tante medaglie hanno anche l’immagine di san Luigi Gonzaga, la cui venerazione è stata diffusa dai gesuiti, per essere egli patrono della gioventù.
Altre recano invece l’immagine dei santi francescani, san Francesco d’Assisi, e dei santi cari alla pietà popolare , come san Cristoforo, san pasquale Baylon, invocato contro i malanni delle donne. Numerose le medaglie di sant’Antonio di Padova, per essere il santo assai popolare, è stato rappresentato anche sul rovescio delle medaglie lauretane; si dava infatti spesso il caso che i due santuari fossero meta degli stessi pellegrini.

Padre Floriano Cappuccino di Recanati

Da: “MONTE GIBERTO, Un paese in mille anni di storia”, di Don Nazareno Vasco – Stampe GraficheMie Ripe S. Ginesio, anno 2015