Amandola → Arte

Abstract
The aim of the article is to ascertain that a polyptych painted by Vittore Crivelli was located in the Church of San Francesco situated in Amandola, a small town in the Marche region.
In 1497, the polyptych was placed on the high altar until it was sold in 1824. It was mentioned in a contract, dated 17 november 1497, where the Franciscan monks of the monastery of Penna S. Giovanni commissioned a new polyptych to Vittore Crivelli. Giovanni d’Amandola, vicar of the Prior Provincial, witnessed the stipulation of that contract and it is probably for this reason that the community of the Franciscan monks wanted the new polyptych to be similar to the one placed in the Church of San Francesco. From this fact we can definitively state the presence of the polyptich in the Church of San Francesco.
Throughout the years, the polyptych has been divided into many pieces. Two of them are, at the moment, in the American museums of El Paso and Nashville. However, the central panel has not been found yet and it is the subject of many researches. Probably, it represents the Virgin with child and angels and it could belong to a private collection.

Non tutti gli Amandolesi sapranno che sino ai primi anni dell’800, presso la chiesa di S. Francesco ad Amandola, esisteva un polittico di Vittore Crivelli posto nell’altare maggiore.
La presenza dell’opera viene attestata da un atto notarile datato 17 novembre 1497, esistente presso l’Archivio di Stato di Macerata, che quindi costituisce il terminus ante quem.

Il rogito è stipulato fra il pittore ed il guardiano della chiesa di S. Maria delle Grazie di Penna S. Giovanni, presente il padre Giovanni da Amandola vicario del ministro provinciale dell’Ordine dei Minori. In esso si fa riferimento ad una tavola che avrebbe dovuto avere la stessa perfezione e qualità di quella già realizzata dall’artista veneto e posta in venerazione nella chiesa di S Francesco di Amandola. Anche le dimensioni dovevano essere le stesse, ad eccezione della parte superiore che non si voleva lavorata ad arco come, invece, era quella di Amandola. Non vengono purtroppo specificati quali dovevano essere i soggetti sacri da raffigurare (Paciaroni, 2003).
Vittore Crivelli, fratello del più noto Carlo, aveva già da tempo posto il suo domicilio a Fermo e, come afferma la Coltrinari: “…la sua attività si indirizza, a partire dalla fine degli anni ottanta, verso la zona appenninica, (…). Il tramite sembrano essere stati i francescani: sicura la loro committenza per le opere di Sarnano, Amandola, Penna S. Giovanni e per il probabile trittico di S. Ginesio” (Coltrinari, 2011).
La stessa studiosa immagina il percorso del pittore che, proveniente da Amandola accompagnato dal Vicario provinciale, raggiunge Penna per stipulare il nuovo contratto.
Lo smembramento dell’opera pennese fra varie sedi museali ha reso complessa la sua ricostituzione che, secondo la Di Provvido in relazione alle misure dei comparti, sarebbe composto da: Madonna con Bambino, in deposito al Museé du Petit Palais di Avignone, firmata e datata 1501, dai Ss. Bonaventura e Ludovico da Tolosa, collocati ad Amsterdam (fig. 1), dall’Incoronazione della Vergine, facente parte della collezione Scarborough di Rotherham, nello Yorkshire. (Di Provvido, 1997).
Negli appunti redatti da Giulio Gabrielli, direttore della Pinacoteca ascolana, si ricordano fra le vendite di Ignazio Cantalamessa ad estimatori stranieri dell’arte italiana, alcune “Pitture di pregio già esistenti in città e provincia, trasportate e vendute a Roma negli anni 1826 – 27”; fra le 50 voci inventariali vi figurano numerose opere di Carlo e Vittore Crivelli (…) . Al numero 35 dell’elenco è citata “ Una tavola di Vittorio Crivelli acquistata alla Mandola per il prezzo di sc. 5”.
Si tratta sicuramente del polittico di S. Francesco in quanto un’altra tavola di Carlo era ancora presente ad Amandola se, in data 2 ottobre 1889 da Colli del Tronto, Giulio Cantalamessa scriveva all’arciprete don Pietro Ferranti: “Cercate impedire che quel Clementi distrugga la tavola ov’era la pittura del Crivelli.
Crivelli Amandola foto 2

Restano vaghe tracce della pittura sparita, certa la firma e una parte d’ornamentazione nel plinto del seggio: anche così quella tavola è un documento storico.” (Antonelli, 2015)
Stesso smembramento, quindi, avrebbe subito il polittico di Amandola.
Nel 2009 veniva pubblicato, a firma di C.C. Wilson, un lavoro sulla tavola amandolese in cui si individuava il pannello centrale nella Madonna col Bambino ed angeli musicanti, firmata e datata 1497 (fig. 2) e collocata attualmente in una collezione privata. La tavola coinciderebbe con una citazione di Ilario Altobelli (1560 – 1637) che, in un elenco di siti francescani da lui visitati e descritti nel suo Genealogia Seraphica (1620 – 1629 ca.) riporta la segnatura sul fondo di una tavola presente a S. Francesco : “…Victore Crivelli Veneto anno Domini 1497”.
Il francescano perciò vide l’opera ancora nella sua sede originale come pala dell’altare maggiore della chiesa di Amandola. (Wilson, 2009)
Nella ricostruzione della Wilson accanto al pannello centrale si collocherebbero, entrambi alla destra della Madonna, i due santi francescani: San Francesco, ora al Museo di El Paso e San Ludovico da Tolosa, esposto a Nashville, acquisiti alla Collezione Kress nel 1935 – ’38 e venduti all’asta a Roma nel 1845 (figg.3 e 4).

foto 3 4

Ignoti i due santi a sinistra che però , nel polittico di S. Francesco di Fermo (polittico Euffreducci), ad esempio, sono rappresentati da S. Giovanni Battista e S. Bonaventura.

Crivelli Amandola foto 5

Madonna con Bambino in trono, San Bonaventura da Bagnoregio, San Giovanni Battista e donatore, San Ludovico di Tolosa, San Francesco d’Assisi. Philadelphia Museum of Art.

 

Un recente ritrovamento, nella chiesa di S. Francesco, di un affresco attribuito al pittore Campilio da Spoleto rappresentante la Madonna col Bambino fra i Ss. Luca evangelista, Bonaventura, Bernardino da Siena e Gerolamo, datato 7 agosto 1482 ci induce ad ipotizzare che il Crivelli, avendolo visto, abbia ripreso l’immagine del San Bonaventura a pochi anni dalla sua canonizzazione, avvenuta il 14 aprile 1482 (Antonelli, 2012). Altri santi francescani fra cui: S. Ludovico e S. Bernardino , inoltre, sono raffigurati sulle pareti della cella campanaria, databili nel 1480 come si evince dalla lapide posta sul muro al di sotto dell’affresco dell’Annunciazione (Antonelli,1995) .
La Coltrinari concorda con la Wilson circa il pannello centrale e, nella cimasa rettangolare, vi pone l’Incoronazione della Vergine di Bloomington, Indiana.
La Wilson, inoltre, aggiunge al polittico amandolese alcune parti di una ipotetica predella come nel polittico di San Elpidio a Mare, comprendenti immagini della Pentecoste e della Dormitio, pannelli attualmente conservati nella collezione Schalken, Paesi Bassi. (Wilson, 2009)

Mario Antonelli

BIBLIOGRAFIA

I. Altobelli, Genealogia Seraphica, Provinciæ Marchiæ, Cod. 2/30, Arch. S. Isidoro, Roma

Manoscritti Gabrielli , Taccuino n. 14, Bibl. Com.le, Ascoli Piceno

M. Antonelli, Il territorio e la sua arte, in Amandola e il suo territorio, Milano, 1995

M. Antonelli, Amandola, chiesa di S. Francesco, Madonna con Bambino, in Quaderni dell’Archivio Storico Arcivescovile di Fermo, n. 53, 2012, pp.109 – 122

S. Papetti, Le opere di Vittore Crivelli nel Piceno: la diffusione, il seguito artistico, la dispersione, in “Vittore Crivelli e la pittura del suo tempo nel fermano” , Milano, 1997 pp 55 – 60

S. Di Provvido, Schede dei dipinti, in “Vittore Crivelli e la pittura del suo tempo nel fermano”, Milano, 1997, pp. 246 – 7

R. Paciaroni, Un’opera dispersa di Vittore Crivelli per la chiesa dei Francescani di Penna S Giovanni , in Picenum Seraphicum, anno XXII – XXIII (2003 – 4), Assisi, pp 247-272

C. C. Wilson, Il polittico di Vittore Crivelli per l’altare maggiore di san Francesco in Amandola, in Arte Veneta, 66, Milano, 2010, pp 6 – 15

M. Antonelli, Pietro Ferranti. Arciprete e storico di Amandola, (in corso di stampa)