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Smerillo nella storia

Dal 1200 a noi ……

Cenni storici: il nome potrebbe derivare dal proprietario del fondo in cui sorse il primitivo castrum o, addirittura, dal fondatore della comunità stessa. I primi documenti arrivati fino a noi sono datati 1192 e riguardano soprattutto le vicende del casato che governò il castello e, particolarmente, quelle del conte Alberto (il più antico rappresentante del casato dei signori di Smerillo di cui si ha notizia) che risulta censuario del monastero farfense di Santa Vittoria in Matenano per cui pagava ai monaci un canone annuo per il Castello di Smerillo. I signori di Smerillo erano imparentati con il casato dei Nobili che dominava il castello di Montepassillo (Comunanza), inoltre possedevano la giurisdizione su un ampio territorio diviso attualmente tra i comuni di Comunanza, Amandola, Montemonaco e Montefortino. Alla fine del 1200 la crisi economica che aveva colpito i signori di Smerillo, li costrinse a vendere le loro quote del territorio al Comune di Fermo, in cambio dell’esenzione al pagamento delle imposte sui beni personali. La città di Fermo entrava così in possesso del castrum Smerilli e della giurisdizione dei vassalli negoziando con la comunità smerillese una conveniente sottomissione. L’atto del 1298, infatti, con l’imposizione delle istituzioni comunali conferiva la libertà e la piena cittadinanza fermana alla neonata comunità. Le preminenti ragioni strategiche fecero sì che Smerillo fosse al centro di rapidi passaggi di fronte: dai Duchi di Camerino che volevano estendere il loro dominio nella vallata del Tenna alla città di Fermo che però riesce a riprendersi il controllo del borgo. Nel 1808 perde la sua autonomia divenendo frazione di S Vittoria, nel 1816 ridiventa comune, nel 1870 viene accorpato a Montefalcone ed infine solo nel 1919 riacquista definitivamente la sua indipendenza amministrativa. Dal punto di vista urbanistico la parte più alta del paese era occupata dal cassero, poco distante il palazzo dei nobili di Smerillo con la torre di avvistamento prospiciente la strada pubblica; più a nord ed in basso altre abitazioni sino a raggiungere la porta-torre che dava sul borgo. Questo era protetto da una cinta muraria su cui si aprivano due porte, ancor oggi visibili. Attualmente Smerillo si presenta con un abitato piccolo: come già accennato, sulla piazza troviamo la Chiesa Parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo, mentre nella via principale, verso la parte alta del paese, c’è la Chiesa di S. Caterina (XIV sec.) in stile romanico. Distribuite nel territorio comunale vi sono cinque nuclei frazionali fra cui San Martino al Faggio nella cui chiesa, con torre romanica, sono contenute tele del ‘500, tra cui la Veronica ed il Miracolo della S. Croce di Ludovico Urbani.