Fermo → Borgo e Territorio

150 alba fermo

Sensazioni a Fermo di Manuela Vitali

Le foto di preparazione del fondo stradale per la tradizionale corsa del Palio dell’Assunta scattate all’alba della mattina del 15 agosto 2008

Le foto di preparazione del fondo stradale per la tradizionale corsa del Palio dell’Assunta scattate all’alba del 15 agosto 2008

Mi sono emozionata quando ho avuto l’opportunità di vedere le foto che immortalano la preparazione del fondo stradale per la tradizionale corsa del Palio dell’Assunta scattate all’alba della mattina del 15 agosto.
In questa occasione, i Viali XX Settembre e Vittorio Veneto ora detti “Strada Nuova”, da Via Trevisani a Largo Calzecchi Onesti, vengono completamente ricoperti da un composto di terra e di sabbia e le inquadrature del paesaggio urbano senza macchine e opportunamente decurtato degli edifici contemporanei, mi hanno riportato all’ottocento, all’epoca in cui venne realizzata la nuova viabilità carrabile per raggiungere Piazza del Popolo.
Ho sempre creduto che le studiate inquadrature di parti della città antica, rapportate al racconto di eventi salienti del suo vissuto sociale, possano assumere il valore di memoria storica di un contesto urbano, ormai cambiato ma ancora mentalmente rintracciabile, a cui mi piace fare riferimento.
Seguendo questa logica, il racconto fotografico preso in esame, da un lato ha suscitato in me emozioni visive per il valore artistico ed estetico che esprime, dall’altro, ha avuto il ruolo di farmi rivivere il vissuto storico-urbanistico dei luoghi in cui è nato.
La ricerca della storia della città in cui vivo e la lettura mirata dello sviluppo della sua architettura e del modificarsi del tessuto urbanistico che la definisce, mi ha permesso spesso di riimmaginare il contesto studiato e ricostruirne graficamente la sua forma.
Per questo motivo penso che le foto della preparazione del manto stradale in occasione della gara dell’Assunta, possano rappresentare la memoria di un percorso in terra battuta la cui realizzazione ha rappresentato l’anima del tessuto urbanistico di fine ottocento ancora rintracciabile tra le “righe” della struttura architettonica della parte sud di Fermo.
Il taglio delle mura di San Luigetto per dare continuità alla nuova via di accesso al centro città, ha modificato la continuità dell’antico ed ormai desueto circuito difensivo favorendone il ruolo di passeggiata nel suo primo tratto e la costruzione delle abitazione di via Sabino sopra le mura che proseguono verso la chiesa di san Pietro.
Il segno urbano della Strada Nuova che dolcemente si arrampica sul verde costone tufaceo, ha interrotto la scoscesa macchia di verde il cui modesto sviluppo edilizio è avvenuto solo nella sua parte alta alla fine del sec. XVIII quando venne costruita l’attuale Via Mazzini, collegamento diretto tra la Piazza del Popolo ed il Girfalco.
Storicamente la corsa del cavalli, tradizionale competizione della festa dell’Assunta, partiva da “Porta Marina” antico ingresso alla città addossato alla parete laterale della chiesa di San Francesco, per raggiungere, dopo un pericoloso percorso in salita per la ripida Via Perpenti, la Piazza del Popolo e quindi il Duomo sulla sommità del Girfalco.
Col tempo il nuovo accesso carrabile alla Piazza del Popolo, realizzato a fine ottocento dall’Ingegnere Dasti su proposta progettuale dell’Arch. Giò Batta Carducci, è risultato più idoneo ad ospitare la gara sia per rendere la competizione maggiormente fruibile dal pubblico, sia probabilmente anche per motivi di sicurezza.
Nel mio immaginario urbano le foto mi hanno riportato, più che alla Cavalcata dell’Assunta, a ripensare al sostanziale cambiamento subito dal versante sud-est della città quando sul verde costone tufaceo, da sempre barriera difensiva naturale, è stata realizzata la strada che con andamento in dolce pendenza rappresenta l’accesso carrabile al centro città.
Anticamente, sia per chi arrivava dalla costa che dall’entroterra, la piazza Del Popolo si raggiungeva percorrendo vie strette e ripide che potenziavano l’emozione di entrare in un salotto urbano.
Con il nuovo accesso carrabile la scoperta della piazza avviene attraversando con la macchina lo stretto sottoportico del Palazzo del Podestà che un tempo collegava l’edificio con il retrostante giardino, ed ora, con l’intervento ottocentesco, ha perso il ruolo di spazio verde privato per diventare punto di arrivo al “centro”.
Il grande cambiamento urbanistico ha inevitabilmente cambiato il volto sud-est della parte alta della città e favorito nel tempo la creazione, in basso, di Via Roma con il conseguente smantellamento del popolare quartiere storicamente sviluppatosi attorno alla chiesa del Bambin Gesù.
La nuova viabilità, che inizia così da San Francesco, ha sicuramente rappresentato, all’epoca, l’apertura alla modernità ed ha favorito, per la città, morfologicamente chiusa in se stessa, l’apertura ad un nuovo vivere sociale.
Per tutti i sopradetti motivi, quindi, ho provato una particolare suggestione nell’ammirare le foto che preparano la città all’annuale rievocazione storica della festa dell’Assunta. Perché, nel rivivere la città di fine ottocento, ho percorso idealmente, dopo aver superato la cancellata della “barriera di San Francesco”, l’attuale Via Roma e mi sono soffermata ad ammirare con gli occhi della mente l’esedra architettonica, mai realizzata, ma accuratamente disegnata dall’architetto Carducci come ingresso alla Strada Nuova e come soluzione di arredo urbano di finitura del retro di palazzo Vinci, a cui l’area apparteneva.
Sono grata a chi mi ha dato l’opportunità di rivivere con la mente un antico contesto urbano la cui memoria storica è immortalata in immagini che periodicamente, all’alba del 15 agosto, si ripropongono e possono diventare patrimonio dei cittadini fermani.

Manuela Vitali