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Rapagnano: Luigi Giuseppe Montanari

Compositore e Maestro di cappella; Rapagnano 1851 – Fermo 1933

Luigi Giuseppe Montanari, nato a Rapagnano il 27 settembre 18511, è nella schiera dei tanti musicisti che, a fine ‘800, emersero nel Fermano ed ebbero buona fortuna senza mai riuscire, però, a farsi altrettanto nome lontano dalla propria terra.

Indubbiamente predisposto verso la musica, forse non senza qualche prodigo consiglio del compaesano musicista a quel tempo molto in vista non solo a Rapagnano, Giacomo Emiliani (con il quale restò in contatto; più avanti, per la scuola di musica del figlio violinista Alessandro, compose alcune sonate per violino), ebbe i primi insegnamenti a Sant’Elpidio a Maree dall’allora maestro di cappella Belisario Pisilani, per poi andare a studiare e diplomarsi nel celebre Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli, avendo come insegnanti di composizione il maceratese Lauro Rossi e di armonia e contrappunto l’operista napoletano Nicola D’Arienzo.
Appena diplomato, ebbe come primo incarico quello di organista del Sacro Convento di San Francesco ad Assisi, poi nel 1879 fu chiamato come maestro supplente della Cappella musicale della Collegiata di Sant’Elpidio a Mare , incarico che lasciò due anni dopo, chiamato a Monterubbiano con il doppio incarico di Maestro di cappella e direttore del Concerto civico.
Anche qui non rimase molto, se non il tempo di accreditarsi come buon musicista e, in particolare, come bravo didatta: nel 1887 fu nominato Maestro di cappella della Metropolitana di Fermo, l’incarico più prestigioso del territorio, che tenne per ben quarant’anni. Sempre a Fermo l’anno successivo fu incaricato dal Comune di dirigere la neonata scuola musicale civica, nella quale insegnò anche contrappunto e pianoforte principale (la Scuola fu chiusa nel 1901 per mancanza di fondi di conduzione).
Nel 1881 aveva musicato l’opera seria La Fornarina che, pur premiata all’Esposizione Nazionale di Milano, non andò mai in scena. Al periodo fermano risalgono le sue composizioni più importanti (quelle, prolifiche, del repertorio sacro, comprese alcune Messe per grande orchestra, sono conservate nel fondo musicale capitolare), brani virtuosistici per pianoforte (fu egli stesso un valente pianista), pianoforte a quattro mani, pianoforte e voce, duo etc., molte delle quali andate a stampa per i maggiori editori musicali italiani dl tempo (Ricordi, Lucca, etc.). Due sue opere buffe (I vecchi gelosi e Il disinganno) furono a lungo rappresentate don buona fortuna.
Socio compositore di importanti accademie, come quella di Santa Cecilia di Roma, lasciò la direzione della Cappella musicale del Duomo di Fermo, ormai anziano, nel 1927, ma continuò a comporre sino alla fine dei suoi giorni, avvenuta a fermo il 6 aprile 1933.
La sua ricca biblioteca musicale è ora nel conservatorio <<Pergolesi>> di Fermo, che nell’aprile 2011 gli ha intitolato la sala conferenze.

Giovanni  Martinelli 

(Da “Altri 100 illustri personaggi del fermano“- Giovanni Martinelli – Andrea Livi Editore Fermo)