Ponzano di Fermo → Architettura

Ponzano di Fermo - chiesa di Santa Maria

Chiesa di Santa Maria a Ponzano di Fermo

S. Maria a Pede Pontis – 1792

Nel 1792, ai piedi della rampa che immette nel vecchio incasato del Castello, nello spazio occupato dalla primitiva chiesa di più piccole dimensioni dedicata a S. Maria a Pede Pontis, la Confraternita del SS. Sacramento e Rosario decide di costruire una nuova e più ampia chiesa.
Il disegno della facciata rivela gli schemi architettonici diffusi nel Fermano dall’architetto Pietro Augustoni di Como.
L’oratorio che le sorge a fianco è del 1872. Si nota l’imitazione della struttura che rivela i diversi temi di realizzazione.
Nel 18o5 il Card. Brancadoro vi trasferisce la Parrocchia dalla chiesa di San Marco.

Chiesa di S. Maria a Pié di Ponte

Chiesa di S. Maria a Pié di Ponte

INTERNO
Attraverso il vestibolo a tre porte, delle quali la centrale più grande, si entra nella chiesa. Una luce naturale la pervade attraverso cinque finestre.

Costruita in stile neo-classico, è ad unica navata di forma rettangolare, con abside semicircolare e rialzato, con soffitto a volta e tetto a capanna.
Il vano misura m. 26 di lunghezza e m. 10,70 di larghezza e circa m. 12 di altezza.
Iniziando il percorso dda sinistra, si incontra il primo altare  in legno cui è stata tolta la mensa. Sopra due plinti si elevano due colonne con capitello composito, trabeazione e timpano spezzato, le cui superfici sono marmorizzate e dorate.
Al centro è stato ricavato un nicchio con la statua di S. Antonio di Padova.
Il secondo altare è dedicato alla Madonna del Rosario ed è costruito pure in legno.
Su due plinti rettangolari si elevano le colonne con capitelli corinzi, trabeazione e frontone ornato con vasi marmorizzati e dorati. Al centro vi è l’emblema della Confraternita del SS. Sacramento. Nell’occhio del timpano, su tavoletta barocca, corre la segnatura: “Ego sum veritas et vita“.
Sull’Altare Maggiore vi è il Tabernacolo in forma di tempietto classico, con le colonne ioniche che sorreggono il frontone, ornato di cornici mistilinee. La cupola, semisferica, è sormontata da una piccola croce. Nel retro si legge la segnatura:

HIC DEUM ADORA
ALOYDIUS PLEBANUS CATALINI
HOC DEDIT ORNAMENTUM
A(nno) D.(omini) M.D.CCC.VIII
SAL(vator) PARIS PICTOR P(inxit)

Proseguendo, si incontra il quarto altare simile ai precedenti con il dipinto ad olio su tela della Madonna Divina Pastora. Da oltre due secoli in Ponzano si svolge, ogni anno, la paesana in onore della Madonna Divina Pastora con manifestazioni religiose e folkloristiche di vario genere. Diffusa e propagandata dai Cappuccini nel XVIII secolo, la Festa della Mater Divini Pastoris (la Madre del Divin Pastore, da cui Divina Pastora) seguiva l’istituzione della Festa liturgica del Buon Pastore fissata alla seconda Domenica dopo la Domenica in Albis (III dopo Pasqua).

Completa la serie un quinto ed ultimo altare con un quadro raffigurante la Crocefissione (135×85).

OPERE D’ARTE
La pala d’altare del secondo altare di sinistra è un interessante dipinto ad olio su tela, realizzato nel 1610 circa, e raffigurante la Madonna del Rosario, S. Domenico, S. Caterina, con 15 misteri (268×183). Attribuibile a Cristoforo Roncalli detto il Pomarancio. Poco distante dall’altare, a destra, vi è una figura ovale di Madonna col Bambino (40×29). E’ scultura di altorilievo su pietra con fondo dorato. La Vergine è raffigurata di profilo in atto di porgere al Bambino un mazzo di spighe. Arte toscana del XVI secolo con reminiscenze michelangiolesche.

Dietro l’Altare Maggiore è collocato il quadro ad olio su tela (260×180) Madonna col Bambino, S. Giuseppe, S. Marco Evangelista e lee Anime Purganti, attribuibile alla bottega fermana dei Ricci, secolo XVIII.
Dall’arco trionfale scendono tre lampadari (seconda metà dell’800) in cristallo finissimo di Murano, con foglie accartocciate di acanto, fiori variopinti e fusto centrale ben lavorato.
Sul frontale destro della chiesa è custodito un Reliquario della S. Croce (Croce astile) in argento dorato su armatura lignea in stile sbalzato. Nei bracci lobati sono incastonate pietre vitree bianche. Nel recto è raffigurato il Crocefisso, nel verso il Leone alato, simbolo dell’evangelista S. Marco. Sotto si legge la segnatura: “1427-Adì 2 de marzo-Tempore D.ni Joannis Rainaldi Plebani“. Arte marchigiana del secolo XV.

Un dipinto ad olio su tela della Madonna Divina Pastora è posto sul quarto altare sistemato entro una nobile residenza in legno intagliato e dorato, riferibile alla seconda metà del 1700 ed attribuibile alla bottega montegiorgese di Sante Morelli. La Vergine col Figlio è raffigurata in un paesaggio bucolico mentre accarezza una pecorella e mostra una rosa. Nel recto è scritto: “Franciscus Xaverius Allevi Georginas, non pictor, pingebat, 1779“. La tendina che ricopre il quadro è in seta ricamata. Nel mezzo vi è il monogramma di Maria ricamato in oro con una fantasia floreale intorno, con spighe. grappoli d’uva e rose. E’ opera della ponzanese Maria Lucentini (1870-1896) eseguita nel 1887 , all’età di 17 anni. Misura cm. 100×75.

Crocifissione

Crocefissione

Nel quinto ed ultimo altare rimane un quadro raffigurante la Crocefissione (135×85). Vi è rappresentato il Cristo Crocefisso, con ai lati, in piedi, l’Addolorata e S. Giovanni Evangelista, mentre la Maddalena, in ginocchio, abbraccia la croce. Richiama da vicino un analogo soggetto di Jacopo Negretti, detto Palma il Giovane, (1544-1628) vigoroso artista seguace del Tiziano, dipinto per la chiesa di S. Antonio in Potenza Picena.

 Ferruccio Scoccia