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Parte basale del grande Pino

Pino d’Aleppo di Porto Sant’Elpidio

Località Villa Baruchello
Circonferenza m. 4,50
Altezza m. 20
Chioma m. 19
Età anni 300 (?)

Siamo al cospetto del pino più grande della regione e, se si tiene conto della specie, uno dei più grandi d’Italia. Si trova nel vasto parco di Villa Baruchello, ex villa nobiliare, ora di proprietà del comune e aperta al pubblico. La misura della circonferenza, rilevata nel 1982, era di metri 4,08 (anche allora, essa costituiva primato regionale per la specie). In questo lasso di tempo la pianta è cresciuta di 42 centimetri. Se fosse valida l’ipotesi di una crescita costante, ora essa dovrebbe contare poco meno di 300 anni.

Altro “campione” della flora di Villa Baruchello: un Pino narittimo.

Altro “campione” della flora di Villa Baruchello: un Pino narittimo.

Conoscendone l’esistenza, si può riconoscere la cupola della sua chioma, che sopravanza di qualche metro l’altezza di tutti gli altri alberi del parco, quando si transita sull’adiacente Autostrada A14.
Il valore della pianta è messo molto bene in evidenza nella pubblicazione di Giovanni Tombolini e Anna Rita Traini “Appunti di Flora Elpidiense”, insieme ad alcune interessanti notizie biografiche. Descrivendo nel dettaglio la flora del parco, così gli autori si esprimono a pag. 9:
“Costeggiando a questo punto la collinetta verso la palombara e facendo uno stretto angolo dopo di questa, ci si trova ai piedi di un esemplare veramente eccezionale (e qui il termine è usato in modo molto proprio) di Pino d’Aleppo; il diametro è superiore al metro e l’ampia raggiera dei rami è a dir poco imponente ma, era ancora più ampia in un passato assai prossimo, quando la caduta di uno dei rami principali, sono parole del giardiniere, stava per avvenire addirittura sull’autostrada!

Ora è stato ancorato al suolo con dei forti tiranti perché si è notato che delle ventate eccezionali verificatesi negli ultimi anni, facendo forza sulla grossa chioma, tendevano a svellerlo dal terreno compromettendo non solo il suo equilibrio ma anche quello dell’intera porzione di colle su cui si è sviluppato il suo apparato radicale che deve essere, osservando qualche fuggevole parte di esso che appena affiora lì attorno, proporzionato all’enorme mole della pianta fuori dalla terra”.

La foto del grande Pino d’Aleppo, infine, è riportata a pagina 23 dello stesso volumetto, a corredo di un testo in cui vengono illustrate le caratteristiche della specie: gli autori non avrebbero potuto scegliere un più degno rappresentante, ma forse ignoravano di essersi affidati, nientemeno, che al campione regionale dei Pinus halepensis!

L’ultimo accidente atmosferico accaduto al grandioso Pino d’Aleppo, nell’autunno del 2004, ha comportato la perdita di un grosso ramo; una perdita importante, per la grandezza del ramo, quasi inavvertibile, se rapportata all’intero volume della pianta.
Il ramo caduto e andato ad adagiarsi fra alcuni alberi posti ad una trentina di metri dal fusto del Pino.

Parte basale del grande Pino

Parte basale del grande Pino

Momenti di paura e di apprensione sono stati vissuti da chi ha a cuore le sorti del grande pino alcuni anni fa, quando sono stati eseguiti gli imponenti lavori sulla adiacente autostrada A14 per la realizzazione della terza corsia. Le opere di sbancamento effettuate dalle ruspe erano arrivate a lambire il piede del Pino, che a un certo punto venne a trovarsi come su una sorta di monticello, con le radici già allo scoperto. Il timore degli ambientalisti e delle autorità comunali era che, così vicino alla sede stradale, il pino potesse venir abbattuto per ragioni di sicurezza. Una delegazione del comune si recò a chiedere lumi al capo cantiere il quale fornì una spiegazione rassicurante. I lavori di sbancamento si erano resi necessari per la costruzione di gigantesche colonne da infiggere nel terreno. La collina, in quel punto, mostrava sintomi di instabilità, con pericolo di frane che avrebbero potuto trascinare la stessa autostrada. Una volta costruite queste colonne in cemento armato, la terra sarebbe stata riportata a ridosso del pino, il quale sarebbe, oltretutto, rimasto a distanza rassicurante dall’autostrada stessa. Cos’avvenne. Oggi, infatti, la pianta è visibilissima, accanto alla carreggiata est.

Valido Capodarca