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Foto 1 - Un giovane Pompilio Bonvicini

Personaggi illustri a Falerone: Pompilio Bonvicini

Studioso di storia faleronese

Manifesto della inaugurazione del Museo Archeologico di Falerone

Manifesto della inaugurazione del Museo Archeologico di Falerone

Sicuramente Pompilio Bonvicini è uno dei personaggi di Falerone più noti e più citati. Per quasi tutti i Faleronesi è lo studioso per antonomasia della variegata storia del paese, ma in pochi saprebbero dire con esattezza che cosa ha fatto per essere tanto famoso ed essere ricordato con questa definizione. Eppure a Falerone gli è stato recentemente dedicato il Museo Civico Archeologico.

Certamente al Prof. Bonvicini non mancano i titoli di merito, ma sono di quelli che la popolazione, nella sua stragrande maggioranza, non riesce ad apprezzare.

Pompilio Bonvicini nacque nel 1911 ad Ascoli Piceno, da dove fin dall’infanzia si trasferì a Falerone. Dopo essersi laureato nel 1941 all’Università di Urbino, insegnò materie letterarie in varie scuole. Le sue qualità di studioso e di ricercatore gli valsero la nomina a Ispettore Onorario per la conservazione dei Monumenti e delle Opere di Antichità e d’Arte di Falerone. Fu uno stimato Pubblicista accreditato presso l’Accademia Nazionale dei Lincei. Esercitò la sua attività di grande erudito in molteplici campi: Archeologia, Storia, Linguistica, Filologia, Etnologia, Folklore. Nonostante tutto questo, come spesso capita a personaggi simili, Bonvicini visse sempre in solitudine e in solitudine morì a Fermo nel 1990.

Il professore è passato tra la gente del suo paese nel suo tempo come una persona singolare, un po’ strana, che si occupava di cose strane, di cose antiche, di cose fuori del comune e, quindi, per molti, inutili. Noi giovani lo vedevamo camminare per le vie del paese chiuso nella sua figura minuta e, se non pochissimi, non trovavamo la giusta voglia di capire a che cosa servisse il suo impegno, che qualcuno tentava di far conoscere.

Il rammarico di non aver capito e apprezzato negli anni la portata e gli effetti della presenza di Bonvicini a Falerone è cresciuto a dismisura, almeno in me, da quando nel 1991 la Pro Loco ha pubblicato il libro di Bonvicini “Falerone dall’antichità al Medio Evo… e gli scavi archeologici di Falerio Picenus” e da quando più tardi, nel 1998, è apparso il volume “Falerone – I luoghi della gente”, che conteneva un saggio del professore su “Usi e credenze dei Faleronesi”.

I due testi hanno avuto il grande merito di divulgare tra la gente di Falerone almeno alcuni esiti dello studio che il nostro concittadino aveva profuso su terreni vastissimi, diversi e confinanti. Ma ormai Pompilio Bonvicini non c’era più.

In molti, a poco a poco, abbiamo preso cognizione e coscienza della sua ricca bibliografia, della varietà dei suoi interessi. E in molti, tra cui io, pur nel persistente scetticismo di alcuni pochi sulla reale qualità del suo lavoro, abbiamo avvertito la necessità di riconsiderare, con attenzione maggiore di quanto non fosse stato fatto nel passato, la “produzione” del Prof. Bonvicini, lo studioso di “storia” faleronese, apprezzato in molti ambienti, ma quasi ignorato da troppi, che pure gli vivevano accanto. Il Nemo propheta in patria non ha trovato adeguata smentita nemmeno nella esistenza di Pompilio Bonvicini a Falerone.

 Ubaldo Santarelli

Le foto sono relative alle copertine dei due volumi, dai quali sono tratti i testi, e a momenti di vecchie edizioni della Contesa de la ‘Nzegna

Hanno detto di: Pompilio Bonvicini