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organo 150

Organi e Organari a Ponzano di Fermo: Chiesa di S. Maria

Organo della metà del sec. XVIII attribuibile a Giuseppe Attili di Ortezzano

Organo attribuibile a Giuseppe Attili, costruito intorno alla metà del sec. XVIII, rimaneggiato nei primi decenni del sec. XIX forse da Francesco Giulietti.

Posto sopra l’ingresso, in cantoria lignea con parapetto mistilineo di legno naturale (in origine dipinto a tempera, ora trattato con mordente e cera) con specchiature corniciate. Cassa lignea indipendente dalla parete, con prospetto di legno naturale (come il parapetto della cantoria) sormontata da gigli traforati ai lati e scudo centrale con fregi pure traforati.

Facciata originariamente costituita da 19 canne di stagno (oggi perdute o fuori sede), distribuite in unica campata a cuspide con ali, rette da rastrelliera posteriore (ancora in loco), con labbro superiore a mitria sormontata da punto a sbalzo, del Principale probabilmente dal Re2.

Tastiera di fattura ottocentesca a finestra di 45 tasti (Do1-Do5, con prima ottava corta), in bosso ed ebano, con i frontalini dei tasti diatonici intagliati a chiocciola; modiglioni laterali di noce, sagomati.

Pedaliera diritta, a leggio, di ) tasti (Do1-Do2, con ottava corta), costantemente unita alla tastiera e priva di canne proprie; essa è di dimensioni minute e finemente lavorata (i tasti diatonici, a circa metà lunghezza, presentano riporti lignei per facilitare l’azionamento; i lati esterni del telaio sono sagomati a mo’ di modiglione), di fattura settecentesca ed identica a quella dell’organo di Monte Rinaldo.

Registri a destra della tastiera, a tiranti con pomelli lignei torniti di fattura ottocentesca (solo quello della XXVI, pure ligneo e tornito, è settecentesco), disposti su 2 colonne entro propria tavola; labili tracce dei cartellini antichi, manoscritti ad inchiostro, sulla colonna interna:

[ Tiratutti ]

[ Principale B 8′ ]                     [ Flauto ]
[ Principale S 8′ ]                     [ Cornetta S ? ]
[ Ottava ]                                   [ Voce umana S, 8′ ]
[ XV ]
[ XIX ]
[ XXII ]
[ XXVI ]
[ XXIX ]

Divisione B-S forse tra Do#3 e Re3.

Tiratutti a manovella (dalla XV). Copritastiera /leggio, di fattura ottocentesca.

Somiere maestro di noce, a tiro, chiuso da 2 ante dotate di un pomello ligneo tornito ciascuna e assicurate da naselli; all’interno 45 ventilabri con guide laterali e chiusura sul tirante con unica striscia di pelle e perlina. Ordine delle stecche, dalla facciata: 1. Princ. B; 2. Princ. S; 3. Ottava; 4. Fl; 5. Cornetta (?); 6. XV; 7. XIX; 8. XXII; 9. XXVI; 10. XXIX; 11. Voce um.

Trasmissioni meccaniche, solite.

Due mantici cuneiformi a 5 pieghe, affiancati fuori casa, sulla sinistra, azionabili manualmente a stanga (il meccanismo attualmente non funziona).

Crivello di legno.

In fondo al somiere, su trasporto, 4+4 canne lignee tinte di rosso con bocca riportata in noce, del principale (Do1-Si1); altre 5 simili, 2 del Principale (Do2-do#2) e le prime 3 dell’Ottava, poste ai lati del somiere, 2 su trasporti lignei che derivano l’aria dal somiere tramite tubi di piombo piegati a gomito, una direttamente collocata sul lato sinistro di esso (forse, per simmetria, ve n’era un’altra a destra nella stessa posizione, ora perduta).

Le canne lignee sono di fattura settecentesca, con bocche riportate in noce ed inchiodate.

In una cassapanca sulla cantoria, si conservano, ma in pessimo stato, buona parte delle canne metalliche interne (tutte in piombo tranne un paio che appartengono alla facciata, di stagno): esse si presentano schiacciate e in parte mutile (i piedi si sono staccati dai corpi). Ovviamente lo strumento è insuonabile.

Nota critica

L’organo presenta chiaramente alcune parti riconducibili ad un originale nucleo settecentesco, già messe in evidenza nella scheda, ed altre sostituite nei primi decenni dell’Ottocento, quando esso, verosimilmente proveniente da altra chiesa (l’antica pievania di S. Marco dello stesso paese? Cfr. Bibl. CROCETTI-SCOCCIA, pp. 251 e 456 dove sin dal 1772 si parla di “un organetto che era dietro l’altare maggiore”, precisamente un organo ottavino comprato – forse di seconda mano – dall’allora pievano Giacinto Catalini), venne impiantato (ingrandito e reso di 8 piedi) nella nuova parrocchiale, edificata nel 1792. Un’inequivocabile spia in tal senso è la tavola di riduzione della tastiera, che presenta una doppia numerazione ad inchiostro, una di mano settecentesca e l’altra recenzione (grafia del primo Ottocento).

Paolo Peretti

Tratto da: Organi e organari nella Marca dal Potenza al Tronto, a cura di Paolo Peretti, Fermo, Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, 2000, pp. 176-177