Moresco → Arte

organo 150

Organi e Organari a Moresco: chiesa dei SS. Lorenzo e Nicolò

Organo del XVIII secolo, insuonabile.

Organo di autore anonimo, costruito nel secolo XVIII.
Posto sopra l’ingresso, in cantoria lignea con parapetto rettilineo rivestito recentemente con pannello di compensato. Cassa lignea addossata alla parete, con prospetto tripartito dipinto con disegni di strumenti musicali, sormontato da archivolto.
Facciata di 21 canne di stagno, distribuite a cuspide in ciascuna delle tre campate (7+7+7) con labbro superiore a mitria, bocche allineate e profilo piatto, del Principale dal Fa1.
Tastiera a finestra, non originale, di 49 tasti (Do1-Do5, con prima ottava cromatica), in avorio ed ebano.
Pedaliera non originale, di 18 tasti lunghi (Do1-Fa2, con prima ottava cromatica), costantemente unita al manuale.
Registri a destra della tastiera, a tiranti con pomelli lignei tinti di nero, disposti su due colonne entro propria tavola non originale; cartellini manoscritti non originali:

principale [8′]                                     flauto [in VIII]
ottava                                                    viola [s, 4′]
decimaquinta                                      tremolo
decimanona e vigesimaseconda      voce umana [S, 8′]
vigesimasesta e vigesimanona         contrabbassi [P, 16′]

Divisione B – S  e ritornelli del Ripieno non verificabili.
Trasmissioni meccaniche, solite; le tavole di riduzione di tastiera e pedaliera sono recenziori. Un mantice a lanterna fuori cassa, sulla destra, alimentato da pompe azionabili con stanghe. Somiere maestro chiuso da 3 ante assicurate da naselli. All’interno 45 ventilabri smussati nella parte anteriore, numerati ad inchiostro, con guide laterali d’ottone e chiusura sui tiranti a borsino con perlina di legno. Ordine delle stecche, dalla facciata: 1. Princ.; 2. Voce um.; 3. Ottava; 4. Flauto in VIII; 5. XV; 6. XIX; 7. XXII; 8. XXVI; 9. XXIX; 10. Viola.
Somiere di basseria in legno tenero, di analoga fattura.
Crivello di legno, non originale, con bocche sovrastanti.
Le prime 3 canne diatoniche (tappate) e le prime 4 cromatiche del Principale sono di legno naturale, poste al centro e a destra del somiere maestro. Le prime 2 dell’Ottava di legno, poste al centro. La XXII e la XXIX hanno solo 36 canne ciascuna. La Voce um. è recenziore e presenta canne in tigrato con baffi.  Recenziore anche la Viola, le cui canne presentano freno armonico e riccio per l’accordatura, nonché una numerazione punzonata, 24 canne  di legno di basseria, recenziore e tinte di rosso, le prime 7 tappate. Il Fl. in VIII (in origine probabilmente in XII) ha canne cilindriche dal piede allungato e dalla numerazione non corrispondente. Numerazione a inchiostro su corpo e sul piede delle canne metalliche, non sempre corrispondente.
Delle non molte canne superstiti, quelle originali costituiscono circa l’80%, molte di esse sono ammaccate e squarciate alla sommità. La meccanica è discretamente conservata. L’organo è però insuonabile.
Dietro la tavola che regge il  leggio, a matita: “Carletti Silvio restaurò 1911″ All’interno a matita “Gennaro Gennari 14.8.1920, sfasciavo l’organo”. Graffito sulla parete di fondo: “Brandimarte Giovanni da Lapedona restaurò, ripulì, accordò ecc. dal 19 Luglio al 18 Agosto 1948″. (Gianluigi Spaziani)

Nota critica
Il radicale intervento operato da Silvio Carletti, che è stato deleterio per lo strumento, ha portato all’integrazione dei tasti cromatici nella prima ottava, con conseguente sostituzione di tastiera, pedaliera, tavole di catenacciatura e crivello, nonché aggiunta supplementare di somiere. Nell’occasione, sono state ridisposte le canne di facciata, probabilmente in origine a cuspide con ali (la rastrelliera è infatti recenziore) ed accorpate le file del Ripieno.

 Paolo Peretti

Tratto da: Organi e organari nella Marca dal Potenza al Tronto, a cura di Paolo Peretti, Fermo, Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, 2000, pp. 166-167