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organo 150

Organi e Organari a Monte Rinaldo: Chiesa del Rosario

Organo della metà del XVIII sec., attribuibile a Giuseppe Attili di Ortezzano

Organo attribuibile a Giuseppe Attili, costruito intorno alla metà del sec. XVIII.

organo Attili

organo Attili

Posto sopra l’ingresso, in cantoria lignea sorretta da bussola, con parapetto mistilineo riccamente dipinto con putti e strumenti musicali. Cassa lignea addossata alla parete, con prospetto tripartito sormontato da alta cimasa, decorata in stile con la cantoria. Sono presenti festoni di legatura lignei sagomati in ciascuna campata.

Facciata di 25 canne di stagno, del principale dal Sol1, distribuite a cuspide in ciascuna delle tre campate (9+7+9), rette da rastrelliere anteriori, con labbro superiore a mitria, bocche allineate e profilo piatto.

Tastiera a finestra, di 45 tasti (Do1-Do5, con prima ottava corta), in bosso ed ebano, con i frontalini dei tasti diatonici intagliati a chiocciola e i cromatici intarsiati con doppio filetto di bosso; modiglioni laterali di noce, sagomati e intagliati a doppia voluta.

Pedaliera diritta, a leggio, di 9 tasti (Do1-Do2, con ottava corta), costantemente unita alla tastiera e priva di canne proprie; i tasti diatonici, a circa due terzi della lunghezza, presentano riporti lignei per facilitare l’azionamento; la pedaliera, di dimensioni minute e finemente lavorata, è di noce e presenta i lati esterni del telaio sagomati a mo’ di modiglione.

Registri a destra della tastiera, a tiranti con pomelli metallici torniti, disposti su 2 colonne; cartellini moderni a stampa.

Principale [ 8′ ]                                                                 Voce umana [S, 8′, dal Sib2 ]
Ottava                                                                                  Flauto in XII
Decimaquinta
Decimanona
Vigesimaseconda
Vigesimasesta
Vigesimanona
Tiratutti

Tiratutti a tirante (dalla XV).

Trasmissioni meccaniche, solite. Unione tastiera/pedaliera diretta, con lacci. I bracci orizzontali e verticali della trasmissione dei registri sono di noce.

Due mantici cuneiformi a 5 pieghe entro il basamento della cassa, azionabili manualmente a corde ed attualmente alimentati da elettroventilatore.

Somiere maestro di noce, a tiro, chiuso da 3 ante con maniglie a corda, assicurate da 12 naselli imperniati sulla cintura superiore e inferiore; all’interno 45 ventilabri di legno tenero (a sezione trapezoidale, con forte smussatura sulla faccia anteriore), con guide laterali d’ottone e chiusura sui tiranti a borsino con perlina di legno.

Ordine delle stecche, dalla facciata: 1. Princ.; 2. Voce um.; 3. Ottava; 4. Flauto in XII; 5. XV; 6. XIX; 7. XXII; 8. XXVI; 9. XXIX.

Crivello di legno; bocche delle canne interne tutte sotto il crivello. Il Flauto è cilindrico.

Le prime 4 canne del Princ. di legno, tinte di rosso, poste ai lati del somiere su trasporti più in basso, che derivano l’aria dal somiere tramite tubi di piombo a gomito. Le prime 2 canne dell’Ottava, di piombo, si trovano dietro le paraste divisorie centrali del prospetto. La maggior parte delle canne metalliche interne sono state allungate in seguito al moderno restauro.

L’organo è stato restaurato da Alfredo Piccinelli di Padova nel 1993. Lo strumento, ovviamente, è perfettamente suonabile.

Paolo Peretti – Gianluigi Spaziani

Tratto da: Organi e organari nella Marca dal Potenza al Tronto, a cura di Paolo Peretti, Fermo, Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, 2000, pp. 165-166