Moresco → Escursioni

madonna moresco 150

Nel contado di Moresco, visita guidata

Organizzazione Assessorato alla Cultura del Comune di Moresco

Moresco

Dalla vecchia porta urbica sovrastata dalla Torre dell’Orologio, parte un percorso che conduce fuori dal borgo verso la campagna. Appena attraversato l’arco, sulla destra si apre un piccolo loggiato che sorregge un balconcino cinquecentesco e da qui comincia la strada che portava originariamente verso il contado. L’importanza proprio di questa strada è testimoniata dal fatto che percorrendola incontreremo tre chiese, le tre tappe del nostro percorso; chi tornava in paese doveva in qualche modo “purificarsi” prima di rientrare nelle mura.
Cominciando a scendere arriviamo alla fine di Borgo Lorenzo Angelini dove si trova un vecchio ed imponente albero, un ippocastano; proprio sotto la sua grande chioma cominciano delle scalette che portano all’ ex Chiesa di Santa Sofia, santa protettrice di Moresco e festeggiata con molta venerazione almeno fino a quando la chiesa non venne chiusa. L’architettura esterna è estremamente semplice, lineare, essenziale e quasi scarna; lo stesso si potrebbe dire dell’interno che però è arricchito da un bellissimo affresco anonimo posto sulla parete di fondo dell’attuale palcoscenico: la chiesa, infatti, è stata recentemente restaurata per essere adibita a piccolo teatro. L’iconografia dell’affresco non è particolarmente originale, si tratta di santi che circondano la Vergine con il bambino (da sinistra a destra: San Nicola, San Lorenzo, Santa Sofia, San Rocco e San Domenico), ma la pittura è di estrema delicatezza e questo contribuisce a creare un’atmosfera ricca di suggestione e fascino e una scenografia magica, suggestiva e sicuramente insolita per gli spettacoli che l’attuale Teatrino di Santa Sofia ospita.
Una volta tornati sulla strada che stavamo percorrendo continuiamo a scendere verso l’aperta campagna allontanandoci progressivamente dal borgo; a questo punto è bene volgere un ultimo sguardo al paese che ci saluta offrendoci uno scorcio molto particolare, da cartolina.
Da qui in poi ci troviamo completamente immersi nella natura, nel verde rigoglioso che circonda Moresco. Le persone che accompagno, soprattutto quelle che provengono dalle grandi città e dai grandi centri urbani, rimangono piacevolmente stupite dall’atmosfera che si respira e si percepisce: il silenzio, gli uccellini che cantano, il vento leggero che in primavera fa muovere le foglie. E percepire chiaramente il loro stupore mi fa rendere conto di qualcosa che spesso tendiamo tutti a dimenticare, mi fa capire quale sia la grande ricchezza e il vero patrimonio che noi, a Moresco, come anche altrove, possediamo. E mi rende orgogliosa della possibilità che ho di poter raccontare loro la nostra storia, la storia dei luoghi e dei monumenti, la storia delle persone che qui hanno vissuto e di quelle che ci vivono ora. Una storia piccola, forse anche anonima, ma a suo modo grande ed importante.
Al di là di questo percorso alberato si apre uno spiazzale verde; qui, nel corso del Settecento venne eretta una piccola chiesa con lo scopo di accogliere i defunti, almeno fino alla costruzione di un cimitero lontano dal centro abitato. L’edificio in sé è estremamente semplice, ma si colloca in una posizione davvero particolare da cui si può godere di un colpo d’occhio notevole che accompagna lo sguardo fino al Mare Adriatico. Se invece ci rivolgiamo alla nostra sinistra riusciamo facilmente a scorgere una graziosa cappellina immersa nel verde che si raggiunge passando per un’altra strada.

"ave salus infirmorum" Madonna della salute

“ave salus infirmorum” Madonna della salute

È il Santuario della Madonna della Salute, un edificio molto piccolo costruito per conservare un’immagine preziosa della Vergine con il bambino (immagine purtroppo trafugata e sostituita con una copia); da questa cappellina, il terzo giovedì di Ottobre, parte una processione in notturna molto suggestiva che arriva in paese e ancora oggi testimonia la profonda devozione dei moreschini per la protettrice degli infermi.
Ritornando al nostro percorso dobbiamo continuare a scendere per qualche minuto fino ad arrivare alla terza e ultima tappa di questa passeggiata: la Chiesa della Madonna dell’Olmo.

Questo edificio sorge in una località strategica, nel punto di incontro di tre strade, appunto in località Tredico (dal latino tres duco cioè “conduco da tre parti”). Proprio per l’importanza di questo snodo della viabilità del tempo venne qui costruita una piccola edicola sacra, edicola che poi si decise di proteggere con una costruzione più ampia che la inglobasse.

I due altari di Madonna dell'olmo

I due altari di Madonna dell’olmo

Ecco spiegata la particolarissima architettura interna della Chiesa che presenta due altari: l’altare di fondo, quello della chiesa vera e propria e l’altare più piccolo della vecchia edicola sacra. Entrambi vennero decorati dal pennello di Vincenzo Pagani: sull’altare maggiore c’era una tavola oggi conservata nella Sala Consiliare, l’altare minore dell’originaria edicola votiva era invece decorato da un affresco raffigurante la Crocifissione che ancora oggi si conserva in ottime condizioni. E con questo colpo d’occhio affascinante che ci offre la Chiesa di S. Maria dell’Olmo, fortunatamente restaurata e riportata a nuova luce, si chiude anche questa nostra passeggiata fuori le mura.

Cecilia Tomassini