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Montottone: Guarino Roscioli

Lo scultore dei papi. Montottone 1895 – Roma 1978

Non ammesso sicuramente nel novero degli artisti che segnarono un tempo o una corrente, Guarino Roscioli è passato alla memoria soprattutto per  busti dei papi, dei suoi contemporanei principalmente, da lui eseguiti.

Nato a Montottone il 24 ottobre 1895, emigrò insieme alla famiglia nel malsano agro pontino per cercare lavoro. Orfano di madre, contrasse il tifo e tornò per curarsi nell’ospedale di Montottone. Durante la lunga degenza, cominciò a realizzare i primi modelli, affascinato da sempre – come racconterà – dalla bellezza dell’arte, particolarmente dalla scultura.

<chiamato alle armi nel 1915 e congedato per una grave forma di polmonite, riuscì a entrare nella scuola del Museo artistico di Roma, dove si diplomò brillantemente, venendo in contatto con le botteghe degli artisti di nome. Dopo le difficoltà degli inizi – partecipò senza esito a bandi e concorsi – e la realizzazione di decori e fontane per alcune chiese e ville, nel 1929 fu chiamato a lavorare in Vaticano. Erano gli anni del fervore costruttivo e architettonico di Roma, al quale non si sottrasse neppure la Santa Sede per i nuovi palazzi e le nuove strutture.

Entro le mura realizzò alcune fontane (celebri quelle “della conchiglia” in piazza del Governatorato del 1930 e della Stazione ferroviaria vaticana del 1933), e, dopoaver scolpito la statua di Pio XI nell’atrio del Governatorato, gli furono commissionati ben 28 busti di papa Ratti. Un filone, quello dei busti papali, di vago sapore classico, che non si interromperà con i successori: saranno 24 quelli di Pio XII, 4 di Giovanni XXIII, 2 di Paolo VI. Finalmente affermato, decorato con l’Ordine della Corona d’Italia, realizzò i busti di grandi scienziati (Galilei, Galvani, Leonardo, Marconi) per il CNR (1938) e per il Museo delle poste e telecomunicazioni, del re e di Mussolini per il palazzo dell’INAIL.

Tornò sesso nella sua terra, realizzando opere che ancora si possono ammirare a Montottone,fermo, Sant’Elpidio, Porto San Giorgio, Grottammare, San Benedetto. Durante la guerra fu chiamato a Loreto a eseguire i pannelli in bronzo con i misteri del Rosario lungo la Scala Santa.

Fu attivo anche dopo la guerra, firmando ancora busti per la Camera dei deputati, per l’Università Cattolica,  per alcuni musei; realizzò inoltre gruppi scultorei e decorativi in chiese della capitale e in tutt’Italia (Cosenza, Tortona, Catanzaro, reggio Calabria, salerno etc.).

Sue opere furono commissionate all’estero, a Santo Domingo, in Cile, in Colombia.

Come è stato scritto, Roscioli, morto a Roma il 1° aprile 1978, <<non trova una precisa collocazione storica nell’ambito delle tendenze artistiche del ‘900>>, ma prendendo a modello le esperienze del passato <<riuscì ugualmente a essere contemporaneo>>.

Giovanni  Martinelli 

(Da “Altri 100 illustri personaggi del fermano“- Giovanni Martinelli – Andrea Livi Editore Fermo)