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Santa Maria in Camurano, l’arte a Montelparo

Un patrimonio che si sta salvando!

“Le cronache degli ultimi tempi sono scritte di episodi nefasti alla voce conservazione e tutela del patrimonio culturale. Nel paese di Montelparo, invece, inizieranno a breve i lavori di recupero e restauro della Chiesa rurale di Santa Maria in Camurano, della parrocchia di San Michele Arcangelo, nella diocesi di San Benedetto-Ripatransone-Montalto. Nel nostro territorio s’incontrano molte chiese rurali. Dapprima sembrano niente ma, mano a mano che il visitatore si ferma, si svelano sia per la bellezza naturale in cui sono immerse, sia come scrigni che custodiscono sorprendenti meraviglie. Tra di esse, la Chiesa rurale di Santa Maria in Camurano: un bene culturale architettonico e artistico risalente alla prima metà del secolo XVI. Fino ad ora la documentazione archivistica è esigua. La prima testimonianza è presente nel

Cronologium fratrum et sororum tertii ordinis S. Fran- cisci tam Regularis quam secularis, Caput XIX, De Provincia Marchiae Anconitaniae, Parma, MDCLVIII- 1658, che data la chiesa, con l’annesso convento, al 1545:
“Montis Elpari S. Mariae in Camurano extra dictam Terram anno 1545 die 11 octobris, concessius Religioni pro qua recepit F. Paulus de Cremona dioacesis montis Alti, ut appareter rogitu Ioannis Babttista Palmerij”.
La comunità francescana del Terzo Ordine si stanzia a Montelparo grazie al confratello Paolo da Cremona. Le successive informazioni sono repertate nelle Sante Visite Pastorali. La prima che fa menzione di Santa Maria in Camurano è quella fatta dal Vescovo C. Cancellotti (1660-1669) il 26-28 maggio 1669 a Montelparo dove si attesta la presenza della chiesa rurale. Essa, in seguito, viene ricordata nelle Sante Visite Pastorali del Vescovo A. Paganelli (1674-1706) e del Vescovo L. Cecconi (1750-1756).
Di qui a pochi anni, con la pubblicazione storiografica delle “Memorie istoriche della nobil terra di Montelparo” del 1781, il canonico agostiniano Luigi Pastori redige, al capitolo V, una piccola descrizione della chiese montelparesi tra le quali:
“[…] Una di S. Maria in Camurano, che era dei Religiosi del Terz’ordine di San Francesco che nel suo bel vaso contiene in mezzo una Cappella, come una piccola Chiesa col suo altare, ove si celebra, ed un Imagine di Maria dipinta al muro. Questa all’intorno intonacata pulitamente con pietre quadrate, nella parte dinanzi v’è la sua gran ferrata, nelle parti laterali due cancelli di ferro lavorati in arabesco.[…]”.
Per le notizie da noi rinvenute, la chiesa rimane di pertinenza del Terzo Ordine Regolare fino al 1638 quando, Urbano VIII soppresse il convento francescano. Da questa data in poi, Santa Maria in Camurano, rimane di pertinenza della diocesi di Montalto. Il vescovo L. M. Canestrari (1825- 1846) l’affida alle cure del seminario montaltese. L’originaria chiesa di Santa Maria in Camurano è molto più antica. La prima costruzione potrebbe risalire, infatti, alla seconda metà del secolo XV. Nei pressi di quella odierna, difatti, risultano ruderi in pietra arenaria e materiale laterizio di riporto. Se, poi, confrontiamo questo dato con un inventario settecentesco depositato presso l’Archivio Storico Parrocchiale Micaelico riscontriamo che:
“[…] Addetto alla detta chiesa è l’abitazione consistente in sette stanze fra grandi e piccole sotto le quali sono due cantine con canali ed una fila di loggiate v’è l’atrio con la cisterna. […]”
E’ doveroso ricordare che nella prima metà del secolo XIV, Montelparo, fu sottoposta ad una rivoluzione urbanistica iniziata secoli prima con il fenomeno dell’incastellamento e culminata nella edificazione del nuovo convento Benedettino Farfense di Sant’Angelo in Castello. Possiamo, allora, ipotizzare che il Terzo Ordine Francescano abbia acquisito, a Montelparo, una nuova sede, nella già esistente chiesa rurale con annesso convento in disuso e l’abbia ristrutturata o riedificata nel 1549, data presente nel sacello in area presbiteriale.
La chiesa si orienta da est a ovest; il materiale costituente è il laterizio con la facciata a capanna; il portale è di tipo pseudo rinascimentale con due piccole finestre rettangolari. L’ambiente interno è a un’unica navata con il presbiterio rialzato, dove insiste una pergula con la segnatura AVE MARIA GRATIA PLENA A.d. 1549, quella descritta da Pastori, con l’unico pluteo in ferro e all’interno. Tra gli intercolumni interni al sacello si palesano, diversi dipinti murali dei secoli XV e XVI. Al di là c’è la sacrestia, un’aula rettangolare che finisce con il catino absidale semicircolare. Il tetto della chiesa è a capriate, sui muri portanti a destra e sinistra del presbiterio vi sono due altari anch’essi con dipinti murari del secolo XVI.
 Solo l’insigne don Crocetti, nei libri “La pittura di Fra Marino Angeli e dei suoi continuatori” (1985) e “Montelparo, guida storica e turistica” (1990), ci descrive i dipinti murari dati a fresco del sacello nel catino absidale attribuendoli alla scuola farfense e in particolare a un maestro vicino al modus operandi di Fra Marino Angeli.
 A nostro avviso, nel sacello, lavoravano tre artefici: uno si occupò dell’Annunciazione, un altro della Madonna della seggiola, della Santa Maria Maddalena e Sant’Antonio Abate e l’ultimo, nei primi anni del 1500, del San Rocco e della Santa Vergine martire.
 A causa del cattivo stato di conservazione e non avendo sufficienti elementi d’indagine non ci sentiamo in grado di formulare nuove ipotesi attributive.
 Sul piano del presbiterio sono stati eretti due altari con i dipinti murari dati a mezzo fresco con Sant’ Antonio abate e una Madonna apocalittica tra i Padri della chiesa. Sotto l’affresco di Sant’Antonio Abate c’è una segnatura su due file oramai quasi illeggibili:
 HOC OPUS ET ALTARE FECERUNT FIERI JACOBUS AGNELLUS de PATRIGNONE PINXIT. Di rimpetto il dipinto murario della Madonna Apocalittica con i Patri della Chiesa riporta anche la data 22 gennaio 1567. Altresì, i due altari nella zona presbiteriale sono del 1567 del pittore montaltese Giacomo Agnello da Patrignone che lavorò in tutta la zona fermana e medio ascolana nella seconda metà del secolo XVI. In conclusione, sosteniamo il fatto che, la Chiesa rurale di Santa Maria in Camurano a Montelparo, ha un altissimo valore sia artistico che architettonico che negli anni è stato sottovalutato. Non solo: possiamo affermare che questo sito è uno dei primi luoghi d’interesse Francescano nelle Marche.
 Il nostro fine ultimo è quello di sdoganare la conoscenza rintracciando la nostra memoria storica nelle vicende del monachesimo delle Marche”.

Affreschi prima del restauro          Affreschi dopo il restauro

Letizia Ferracuti