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LA CASA IN PREMIO 150

Montelparo e il sogno italiano

Format della TV belga ambientato a Montelparo

THE ITALIAN DREAM: un po’ di storia!
Si chiamò “The Italian dream” il format televisivo registrato nel settembre 2008, in cui i concorrenti dovevano gestire un bed&breakfast locale per vincere la casa dei loro sogni in Italia. Le Marche diventarono protagoniste di un reality show grazie ad un’emittente televisiva belga. In quelle settimane Montelparo si trasformò in un set televisivo con tutti gli ingredienti di un classico reality: telecamere, concorrenti, nomination, prove di abilità.
Ristrutturare un caratteristico edificio del centro storico e riconvertirlo in un bed&breakfast – e poi gestirlo confrontandosi con una vera clientela – fu lo scopo di “The Italian dream” al quale i concorrenti parteciparono con la speranza di aggiudicarsi il premio finale: vincere la casa dei loro sogni in Italia.
Il format, della “Eyeworks”, fu girato l’anno precedente, nelle Marche, a Piticchio. Trasmesso da una tv olandese, oltre ad aver ottenuto un enorme successo di ascolti portò nella cittadina marchigiana dall’Olanda un notevole numero di turisti che volevano visitare i luoghi visti in tv.
In quel 2008 fu invece la tv belga Vtm, con un nutrito plotone di responsabili, registi e tecnici della Produzione, capitanati dalla presentatrice Francesca Vanthielen, attrice e showgirl molto nota e apprezzata in Belgio, a voler riproporre la fortunata trasmissione televisiva. A essere scelta, come ambientazione per il reality, fu ancora una volta una città delle Marche: Montelparo!
E Montelparo si rivelò uno scrigno di folklore e cultura tanto che la vita del paese e la sua caleidoscopica umanità furono elementi fondamentali e irrinunciabili alla caratterizzazione, prima, ed alla fortuna del reality, poi.
Qui i concorrenti si dovettero districare tra lezioni d’italiano e prove di abilità nella gestione della struttura turistica, cucinare, sistemare le stanze, curare il giardino, relazionarsi con i clienti e offrire un servizio impeccabile, nonché integrarsi con la popolazione locale come se fossero dei cittadini residenti a tutti gli effetti. Una giuria composta da 7 esperti – tutti rigorosamente di Montelparo – il Sindaco di allora Prof. Pietro Cocci, Domenica Mariucci, Marisella Pacioni (Estetista), Ermanno Antolini (Architetto), Claudio Funari (Parrucchiere), Aires Lupi (Pensinata) e Francesca Mariucci (Esperta in Lingue) – provvedeva di volta in volta a valutare le loro prove e ad effettuare le tanto temute nomination e le conseguenti eliminazioni.
Alla fine solo una coppia, tra loro, riuscì ad aggiudicarsi il bed&breakfast al quale aveva lavorato per l’allestimento e ad avere come premio una suggestiva casa in Italia.


Per tanti giorni, a Montelparo, ci fu un’animazione particolare. Il reality era concepito in maniera che sei coppie, selezionate in Belgio da quella televisione tra una marea di candidati, vivessero in questo paese cercando di integrarsi con la popolazione. Le coppie, nel giro di un mese (dal 24 agosto 2008 al 24 settembre 2008), attraverso una serie di prove a eliminazione, dovevano conquistare le simpatie e la stima degli abitanti di Montelparo tanto da poter essere poi dichiarati vincitori del reality. I concorrenti, in un programma stabilito dalla produzione, erano liberi di muoversi in paese, ma erano costantemente seguiti da una telecamera che immortalava ogni accadimento. La produzione del programma organizzava, poi, le prove che i concorrenti, coinvolgendo la popolazione di Montelparo, dovevano cercare di superare.
Una delle prove proposte, quella di giovedì 4 settembre 2008, vide coinvolti due ragazzi montelparesi: Francesca Mariucci e Massimo Baglioni. Fu chiesto alle coppie concorrenti di organizzare, nel giro di poche ore, la cerimonia del loro fidanzamento ufficiale. Dopo che la produzione aveva individuato la coppia di futuri sposi (Francesca e Massimo appunto, che poi si sposarono effettivamente il 4 ottobre di quello stesso anno!), dalla mattina presto fino all’ora stabilita, ore 18, i concorrenti ebbero il compito di procurare tutto quanto servisse per una cerimonia simile! Dalla scelte delle stoffe al confezionamento degli abiti adatti ai promessi sposi (e qui scese in campo -bisogna assolutamente ricordarlo- la determinatissima compaesana Rosina che, dimostrando un’abilità eccezionale, pur impazzendo per trovare la stoffa, tagliarla e confezionarci un abito che fosse decente, ma che fosse anche accettato da tutti, compresa Francesca che doveva indossarlo, letteralmente lo “stampò”, cucendolo e consegnandolo a tempo di record alla coppia che lo aveva ordinato!), dall’organizzazione della cerimonia alla preparazione di dolci adatti alla bisogna e sufficienti per soddisfare anche la popolazione che sarebbe intervenuta ad assistere all’evento. Per i concorrenti fu un vero e proprio “tour de force” soprattutto per trovare la stoffa e la sarta che avesse potuto confezionare un vero e proprio abito da sposa: tutto fu comunicato loro nelleprime ore dell’alba di quel 4 settembre! Nel giro di pochissime ore, dopo inenarrabili difficoltà, i concorrenti vi riuscirono! Dovettero poi convincere la coppia a prestarsi a tutto quanto fosse necessario affinché la cerimonia potesse riuscire al meglio (non per ultimo l’essere ripresi dalle telecamere dell’emittente Belga quando si sarebbero scambiati la promessa di matrimonio vestendosi con quanto preparato da loro). Dovettero poi convincere il Priore della Parrocchia di San Michele Arcangelo, all’epoca Don Gian Luca Pelliccioni, a presenziare, anzi a officiare una vera e propria funzione religiosa (che, per ovvi motivi di opportunità, non fu celebrata però all’interno, ma davanti allo storico portale). Agghindarono alla grande, come per i grandi eventi, il piazzale di fronte alla Chiesa di San Michele Arcangelo.
Organizzarono un rinfresco confezionando una serie impressionante di dolci, portando vini, spumanti e tutto quanto servisse per una vera festa di fidanzamento.

Dovettero pubblicizzare l’evento in paese per portare più gente possibile (avvertendola in fretta e furia tramite improvvisate locandine, scritte a mano, sparse un po’ dappertutto!) sul posto deputato per la cerimonia, ma dovettero soprattutto convincere quella gente che il fatto che stava per accadere fosse vero. Nel frattempo i nomi dei ragazzi che si sarebbero prestati a tanto, per aumentare l’effetto sorpresa, non dovevano essere rivelati fino alla loro apparizione! Ingaggiarono un’orchestrina che, piazzata di fianco agli sposi, avrebbe rallegrato la serata.
Ogni coppia in gara dovette, poi, imparare in pochissime ore:
-il ballo del saltarello tramite la disponibilità dell’Associazione Ortenzia di Ortezzano con i suoi maestri ed i suoi suonatori;
-la musica e le parole, con una base incalzante, in italiano di un pezzo difficilissimo di Ramazzotti;
-e così via.
Alla fine i vincitori del reality risultarono Ann e Jos che per iniziare una nuova vita all’estero (questo era il loro sogno iniziale) pagarono un prezzo elevato: dovettero lasciare la loro figlia di un anno, Maite, a casa.
Per la popolazione di Montelparo, che partecipò attivamente alla riuscita delle riprese, e che in qualche caso seppe accettare pazientemente i piccoli, grandi sacrifici imposti dalle riprese (blocchi di traffico, luci a giorno pure dopo mezzanotte, interviste continue e reiterate, ecc.) si è trattato di una grande, enorme pubblicità.
Tutti quelli che fecero parte del programma, come ad esempio i giurati, i fidanzati Francesca e Massimo e il Priore Don Gianluca, o che intervennero per altro motivo, diventarono popolarissimi in Belgio. Essi, dai turisti Belgi che poi, grazie al programma, vennero in gran numero (e continuano tuttora a venire numerosi) in visita a Montelparo, sono cercati anche per farsi fotografare con loro.


La trasmissione, registrata in quelle settimane e dopo un adeguato montaggio, fu mandata in onda in Belgio, in dodici puntate, da fine novembre 2008 a febbraio 2009: ebbe grande successo se è vero che registrò picchi di share fin oltre il 25% sbancando le preferenze della stagione televisiva Belga di quell’anno.
Da quell’opportunità, subito presa al volo dall’Amministrazione dell’epoca, dalle Associazioni e da tutta la popolazione, iniziò una grande visibilità con enorme ritorno pubblicitario per il nostro paese, la nostra provincia e la nostra Regione. Iniziò proprio da allora, per la quasi totalità, quel grande, incredibile e invidiato flusso continuo e assiduo di turisti! Inizialmente furono per la quasi totalità, BELGI e OLANDESI. Ora, pur essendo ancora loro i maggiori utilizzatori dell’ospitalità Montelparese, le nazionalità dei turisti che arrivano a Montelparo non si contano più: dall’Australia agli Stati Uniti, dall’Inghilterra alla Germania ecc. ecc. .


Tutto questo ha creato, a Montelparo, un’incredibile rete di iniziative e di offerte turistiche che, portando qui decine e decine di migliaia di persona, lo hanno fatto assurgere, secondo le statistiche ufficiali del gennaio 2015, al paese turisticamente più frequentato della provincia di Fermo!

Giuseppe Mariucci