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L’altissimo e imponente fusto della Quercia di Marconi.

Roverelle di Montegranaro

Quercus pubescens – Contrada Santa Maria
Circonferenza m. 4,72
Altezza m. 22
Chioma m. 23
Età anni 250 circa

Se la Quercia di villa Luciani rappresenta l’essere più antico del bacino dell’Ete Morto, quello di maggiori dimensioni è, con poche ombre di dubbio, quella di proprietà di Luigi Marconi, in località Boncore.
Per far visita a questo non comune personaggio, occorre dirigersi da Montegranaro verso Torre San Patrizio. Quando la provinciale sta per compiere le sue ultime curve prima di adagiarsi nella breve pianura che precede il torrente, il gigante è visibile sulla sinistra, poco sopra il piano stradale.

La Quercia di Marconi, il più grande albero di Montegranaro, in abito invernale. In secondo piano, l’esemplare di m. 3,45 riferito nel testo

La Quercia di Marconi, il più grande albero di Montegranaro, in abito invernale. In secondo piano, l’esemplare di m. 3,45 riferito nel testo

A prima vista, l’occhio inganna, facendoci apparire la pianta di dimensioni inferiori a quanto esse siano in realtà. A trarre in inganno, è soprattutto la notevole altezza del fusto. E’ sufficiente, tuttavia, portarsi a ridosso di essa e tentare di cingere lo stesso fusto, per accorgersi di quanto l’esemplare sia fuori del comune.
Grazie alla notevole altezza del tronco (almeno 8 metri) è di grande rilievo anche il peso presunto della pianta, che è di circa 250 quintali.
Il “presunto” scaturisce solo da quanto ci racconta Luigi Marconi, proprietario e custode della Quercia da circa 30 anni. Esso dovrebbe essere, infatti, internamente vuoto.
Quando egli acquistò il podere e, con esso, la Quercia e altre sorelle di questa (la maggiore delle quali, a pochi passi da essa, raggiunge una circonferenza di metri 3,45), la pianta appariva in forte stato di sofferenza. L’interno del fusto era cavo e, da alcune aperture alla base, si vedevano uscire ronzanti sciami di calabroni. Abbondanti tracce di gasolio tutto attorno al piede, stavano a testimoniare i ripetuti tentativi effettuati dal precedente proprietario per debellarli. La pianta era in stato di sofferenza ma le cure del nuovo proprietario e la chiusura delle aperture, con conseguente scomparsa dei pericolosi vesponi, la riportò in breve ad un nuovo rigoglio.
Non altrettanto facile si rivela, oggi, l’eliminazione delle colonie di formiche dalla testa rossa, che a tutt’oggi invadono la pianta.
Una decina di anni or sono, con il parere favorevole della forestale, stazione di Amandola, il proprietario fece effettuare un’attenta potatura di tutti i rami interni, operazione che ridiede respiro e luminosità a tutta la pianta.
Ogni altra notizia può essere desunta solo dalla lettura diretta di essa.

L’altissimo e imponente fusto della Quercia di Marconi.

L’altissimo e imponente fusto della Quercia di Marconi.

Si scorgono, in tal modo, i moncherini di numerosi rami, anche di discrete dimensioni, tagliati in epoca sicuramente anteriore alla legge regionale di tutela del 1973. Si tratta , infatti, dei rami più bassi del primo palco, probabilmente ingombranti per il loro discendere verso il suolo e di ostacolo per la coltivazione del terreno sottosante.
Sul lato ovest, inoltre, si scorge ancora la traccia di un antichissimo fulmine che ha solcato il tronco per tutta la sua lunghezza, ma nessuno è più ormai in grado di raccontarne l’epoca e le circostanze, come nessuno potrà più raccontare cosa la pianta sia stata, per tante generazioni di contadini, prima di trent’anni fa.

 

 

Montegranaro può vantare un secondo esemplare  di roverella con caratteristiche di poco inferiori al precedente:
Quercus pubescens – Località Villa Luciani

La Quercia di Villa Luciani

La Quercia di Villa Luciani

Circonferenza m . 4,56
Altezza m. 20
Chioma m. 18
Età anni 400 circa
Si tratta dell’essere vivente – con elevata probabilità – più antico del bacino dell’Ete Morto, il torrente che fa confluire verso il Chienti le acque della parte collinare del settore più settentrionale della provincia.
In “Marche, 50 alberi da salvare” la pianta, che nel 1982 veniva gratificata di una circonferenza di metri 4,40, veniva così descritta:
“E’ un esemplare di tutto rilievo. Si trova in località Guazzetti, accanto alla villa del marchese Luciani, cui la quercia appartiene.
L’albero sta cominciando a pagare il suo tributo alla vecchiaia, con la morte di alcuni rami. La quercia vede incrementato il suo valore decorativo dal fatto di essere posta su una piccola piazza, al centro di un’aiola sopraelevata che ne accentua l’isolamento e la solennità”.
Ad oltre trenta anni di distanza, potendone parlare con più completezza e spazio a disposizione, si può scoprire che alla veneranda vegliarda non sono mai mancate le attenzioni, da parte dei suoi proprietari nel corso della prima parte della sua vita, da parte delle pubbliche autorità successivamente.
Già nella seconda metà del XIX secolo, la sua proprietaria, marchesa Annunziata Luciani Ranier, bisnonna di Loredano Luciani, attuale proprietario, nelle sue disposizioni testamentarie aveva lasciato l’ordine di non abbattere mai questa quercia, insieme con altri ragguardevoli esemplari vegetali delle sue proprietà, ma di lasciarli al godimento di tutta la popolazione di Montegranaro.
Circa una quarantina di anni fa, il terreno circostante la Quercia – ci rivela l’Assessore all’Ecologia di Montegranaro, Livio Botticelli – era ancora adibito a coltivazione. All’inizio degli anni Settanta, esso venne donato dal marchese al comune, il quale fece asfaltare tutto lo spazio circostante, che si sarebbe chiamato Piazza Villa Luciani, e fece erigere l’aiola dentro la quale si trova attualmente la Quercia.
L’iniziativa non ebbe benefici risultati sulla stessa. Forse indebolita dalla diminuita disponibilità di acqua, causa l’impermeabilizzazione dello spazio circostante, la Quercia venne assalita dalle solite larve dei cerambici, e in breve tempo il suo stato di salute venne seriamente compromesso.
Successivamente, il comune di Montegranaro, per riportare la pianta ai fasti antichi, affidò l’incarico azienda florovivaistica di Civitanova Marche, la quale intervenne sia per curarla ed eliminarne gli acciacchi, sia per attuare quanto possibile per rinvigorirla.
Nel corso del 2003, il comune di Montegranaro, Ufficio Ambiente ed Ecologia, si rese artefice di una lodevole iniziativa, quella del censimento della piante più interessanti del territorio comunale. Il lavoro venne condotto con scrupolo e passione, da quattro ragazzi operanti nel servizio civile del comune stesso: Francesco Bracalente, Laura Cutini, Laura Lupetti e Antonella De Santis, che misurarono, elencarono e schedarono centinaia di alberi, in particolare querce e cipressi.

Fusto della Quercia di Villa Luciani. Visibile, sulla destra, il monumento da poco apposto

Fusto della Quercia di Villa Luciani. Visibile, sulla destra, il monumento da poco apposto

Il 13 dicembre dello stesso anno, con intervento di TV regionali e rappresentanti della stampa, proprio ai piedi della Quercia, ai margini dell’aiola, è stata apposta una targa rappresentativa ed elogiativa del monumento naturale.
Fra i progetti del comune finalizzati alla conservazione e valorizzazione del suo più significativo monumento naturale, c’è, peraltro, quello dell’eliminazione dell’asfalto e dell’ampliamento dell’aiola almeno per uno spazio equivalente all’aria di insidenza della chioma, e dell’affidamento della pianta alle cure di una ditta che attui quanto necessario per la sua salute.
Altro progetto, di auspicabile rapida realizzazione, è quello di inserire la Quercia in un itinerario didattico-turistico che, snodandosi per le strade e le contrade, porti i ragazzi delle scuole e i visitatori a contatto con tutte le più rappresentative espressioni, artistiche e naturali, del territorio.

Valido Capodarca