Cedro atlantico e platano a Montegiorgio → Curiosità

Il monumentale Cedro atlantico che fiancheggia l’ex villa Ganucci

Cedro atlantico e platano a Montegiorgio

Cedrus atlantica e Platanus australis – Azienda Fontebella
Cedro Circonferenza m. 6,01 Altezza m. 32 Chioma m. 21
Platano Circonferenza m. 7,40 Altezza m. 20 Chioma m. 10

Risalendo la Faleriense, poche centinaia di metri dopo il rudere di Cerquabella, appare sulla destra un superbo quadruplo filare di lecci secolari che, dopo un percorso di circa 700 metri, conducono il visitatore al cancello d’ingresso di una villa aristocratica, quella dei conti Ganucci.
Nel 1978 la villa è stata acquistata dai fratelli Frontoni, di Montappone, industriali del settore tessile. Oggi ha cambiato denominazione, assumendo quello di Villa Fontebella, sede dell’azienda agricola Frontoni Ellero. Il nome della villa deriva da quello della contrada, e da una fontana ivi esistente dai primi dell’Ottocento.
A seguito di alcune dolorose vicende familiari, l’intero complesso è divenuto attualmente di proprietà dei fratelli Gabriele e Anna Frontoni. Ciò che non è affatto mutato nel tempo, è il bel patrimonio di verde avviato qualche secolo fa dal marchese Passari, proseguito dal conte Vieri Ganucci Cancellieri, e ora accuratamente mantenuto dai nuovi proprietari.
Nel non vasto parco della villa, spicca un’accoppiata assolutamente unica per la regione, e rara per il territorio nazionale. Qui, infatti, troveremo insieme, nello spazio di quindici metri, il secondo Cedro e il secondo Platano delle Marche.
Il Cedro è immediatamente visibile, anche dall’esterno della recinzione, alla sinistra della villa per chi guardi la facciata, e la sua figura sembra quasi costruita da un artista incaricato di disegnare il prototipo della specie: grande fusto unico centrale, e chioma piramidale; come da manuale!
Subito dietro il Cedro appare il Platano.
Venti anni or sono, prima che Frontoni Ellero mettesse mano al recupero del verde della villa, sarebbe stato estremamente difficile individuare l’esatta conformazione dell’albero
Il fusto esibiva una misura della circonferenza sicuramente eccezionale, la terza in assoluto nella regione, fra gli alberi allora conosciuti, dopo quella dell’Albero del Piccioni e del Castagno di Gaìco.
Più che un tronco d’albero, esso sembrava una roccia, strappata qualche milione di anni fa dalla montagna e arenatasi lì.
La chioma, per contro, sembrava non esistere affatto e, nello stesso tempo, essere ovunque, fra i rami del Cedro, sopra un lauro… tanto che risultava perfino impossibile descrivere che forma avesse la pianta.
In “Marche, cinquanta alberi da salvare”, dopo la descrizione della pianta, venivano rivolti alcuni consigli ai proprietari:

Il monumentale Cedro atlantico che fiancheggia l’ex villa Ganucci

Il monumentale Cedro atlantico che fiancheggia l’ex villa Ganucci

“L’albero è eccezionale e meritevole di essere, per così dire, restaurato, effettuando su di esso le stesse operazioni che si compirebbero su un’opera architettonica sepolta. Si dovrebbe intanto cominciare con l’estirpare l’edera, recidere i vari cespugli che lo circondano, sacrificare magari qualche pino circostante, e riportarlo così in piena luce, creando intorno ad esso quello spazio che renda possibile la visione della sua bellezza e imponenza”.
Il restauro è stato effettuato, di recente, in seno a tutti gli altri lavori che hanno ridato decoro e vivibilità al verde del parco, ma lo stesso restauro ha portato alla luce tutti gli acciacchi del Platano che, in questi ultimi venti anni, non possono che essere aumentati.
Oggi che l’albero appare pienamente visibile, si può discernere la sua esatta conformazione, e si può anche vedere che esso manca di tutta la parte sommitale del fusto e di gran parte della chioma, distrutti probabilmente dalle intemperie e da vari agenti naturali.
Nel frattempo, la natura continua a fare la sua parte e già alcuni pini dei quali si accettava l’abbattimento a favore della visibilità del Platano, sono caduti al suolo di schianto, sospinti da bufere di vento.