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Montegiorgio: breve storia

Il territorio dove sorge Montegiorgio è stato abitato fin dalla preistoria e si sono evidenziate tracce della presenza umana praticamente in ogni epoca della storia fino al giorno d’oggi.
Il paese attuale deve la sua esistenza ai Monaci Benedettini, detti anche Farfensi, che intorno all’anno 1000 costruirono sulla sommità del colle denominato Colle di Cafagnano, un convento con una chiesina dedicata alla Madonna, da cui ha avuto origine la grandiosa chiesa di San Francesco, come è intitolata al giorno d’oggi.
La presenza della chiesa dedicata alla Madonna ha dato il nome originale al Paese, che si chiamava Monte di Santa Maria, a cui fu aggiunto il titolo “in Giorgio”.
Da Monte di Santa Maria in Georgio a Montegiorgio il passo è stato breve.
Grazie alla presenza dei Monaci, significativa dal punto di vista religioso, ma anche garanzia di sicurezza e di gestione ordinata, intorno al loro convento si sviluppò il centro abitato che per secoli ha mantenuto l’ assetto urbanistico entro il cerchio delle mura castellane.
La collocazione del nostro abitato al centro di numerosi paesi più piccoli, ha favorito nel corso del tempo la nascita di numerose strutture di servizio quali l’Ospedale, la Pretura, la Caserma dei Carabinieri, le Scuole, il Collegio elettorale.
Anche il commercio ha beneficiato della posizione favorevole e Montegiorgio è stata ed è ancora un centro di riferimento e di scambi attivi e continui con tutti i paesi del circondario.
Dopo un’esistenza alquanto movimentata nell’epoca medioevale, Montegiorgio ha seguito con serenità e tranquillità la vicenda generale dell’Italia.
Molte sono le testimonianze restate degli edifici civili (palazzi, mura) e religiosi (chiese, monasteri e portali) che fanno a Montegiorgio costituiscono un piacevole ed interessante tessuto urbano.
Risvolti interessanti offre il percorso storico dell’economia di Montegiorgio, dalle Arti medievali alla presenza degli Ebrei fino al moderno sviluppo industriale.
Il territorio comunale, la cui la campagna è stata sempre ampiamente popolata, oltre al nucleo del Capoluogo, ha importanti frazioni quali Alteta, Cerreto, Monteverde e Piane.
Ciascuna di queste frazioni ha avuto un proprio sviluppo ed alcune di esse hanno vissuto nel corso dei secoli una vera a propria Storia autonoma.
Cerreto, Ripa Cerreto per la precisione, è stato un Comune autonomo fino al luglio 1807, quando il governo napoleonico la aggregò alla vicina Alteta. Pur non avendo mai superato i cinquecento abitanti ed essendo il più piccolo tra i Castelli dello Stato di Fermo, godeva di un proprio governo e di una propria autodeterminazione amministrativa.
Alteta, anch’esso Comune autonomo, conservò questo suo “status” fino al 1869, quando fu aggregata a Montegiorgio. Ma nel 1896 ci fu un sussulto indipendentista ed Alteta riottenne la propria autonomia, instaurando una fortissima controversia con Montegiorgio, fino al giorno 8 aprile del 1900, quando il Consiglio di Stato decise la definitiva aggregazione di Alteta a Montegiorgio.
Monteverde, già castello dei signori Rinaldo e Mercennario, denominati appunto “da Monteverde”, in due diverse stagioni dominatori di Fermo, è stata sempre un territorio molto legato alla Curia Arcivescovile di Fermo perché molte delle sue terre ricadevano nella proprietà del Vescovo il quale si faceva carico delle condizioni di vita di quella popolazione.
Il caso di Piane è particolare perché si è verificato in epoca recentissima ed è legato alle profonde trasformazioni socio economiche degli ultimi anni.
L’idoneità del territorio ha favorito a Piane la concentrazione e l’insediamento abitativo e produttivo di molta gente proveniente da luoghi diversi che ha dato origine ad una comunità eterogenea,
legata alle tradizioni del luogo di origine e priva di un vissuto comune, che si sta diligentemente facendo strada verso la costituzione di un patrimonio di vita e di esperienze condivise.
Oltre all’agricoltura, sul territorio sorgono numerose industrie medie e piccole che interessano diversi rami produttivi, tra cui calzaturifici, stabilimenti metalmeccanici, medicinali, moda. Strutture sportive particolari sono l’Ippodromo San Paolo ed il Poligono di Tiro a segno.

Montegiorgio ha dato all’Italia ed al mondo uomini illustri, validi in diversi campi. Ne ricordiamo alcuni:
Frate Ugolinio Boniscambi, autore degli Actus Beati Francisci, il testo latino da cui sono stati tradotti i celeberrimi Fioretti di San Francesco.
Giacinto Cestoni, dai cui studi ha avuto origine la concezione dei principi della medicina moderna.
Domenico Alaleona, musicista e studioso della storia e della tecnica musicale, precursore della moderna musica dodecafonica ed autore dell’opera lirica “Mirra”.
Gaetano Orsolini, scultore e medaglista, autore tra l’altro di numerosi monumenti in bronzo ed in marmo per onorare i caduti nella prima guerra mondiale.
Come ogni zona delle Marche, anche le nostre popolazioni sono state portatrici di un corposo patrimoni di Tradizioni popolari che spaziano dai canti alle processioni, dai proverbi ai cibi.
Un aspetto particolare riveste la tradizione poetica dialettale di Montegiorgio.
Nell’Archivio comunale è conservata la prima poesia in volgare esistente in Italia.
Una vera e propria fioritura di validi autori di poesie in dialetto montegiorgese si è avuta dai primi del ‘900 fino ad oggi e molti ed apprezzati sono gli autori.

Mario Liberati