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Monte Rinaldo: fonte di San Flaviano

Fonte storica antecedente al XIV secolo

La Fonte di San Flaviano è situata a Nord-Est del nucleo storico di Monte Rinaldo, nelle vicinanze dell’ex chiesa di San Flaviano del XII secolo, oggi Museo Civico Archeologico del Santuario Ellenistico Romano de “La Cuma”.
La Chiesa viene citata nel 1290 nei documenti farfensi per ciò che riguarda il pagamento di decime alla Curia di Fermo e in particolare viene citato tale “ Thomasio Capp. Ecclesie S. Flaviani de Monte Raynaldi ”.
Successivamente, intorno alla metà del XV secolo la chiesa assume la denominazione di SS. Madonna del Soccorso.
Possiamo quindi dedurre, anche in assenza di documenti certificati, che il manufatto a protezione della fonte naturale sia stato realizzato antecedentemente al XV secolo dato che riporta tuttora la primitiva denominazione di S. Flaviano.
La fonte, realizzata interamente in mattoni faccia vista, si compone di due corpi principali contigui: il primo consiste in un ambiente voltato che ospita una grande vasca servita da un’unica cannella; la vasca non occupa l’intera superficie coperta ma lascia a destra un passaggio per raggiungere direttamente la fonte, passaggio delimitato da un blocco di arenaria posto in verticale per impedire l’accesso agli animali.
In questo primo corpo si possono distinguere due fasi di costruzione: la prima vede la realizzazione della volta a sesto acuto a protezione della fonte vera e propria, fase che possiamo far risalire ad un periodo antecedente al XIV secolo. La seconda fase è da collocarsi nei primi anni del XVIII secolo e comporta l’ intervento di restauro della fonte e il consolidamento della volta tramite apposizione di arco a tutto sesto che va a nascondere quello acuto della volta e probabile aggiunta di edicola in facciata. Nonostante la vegetazione abbia in gran parte ricoperto il corpo voltato, è possibile leggere il disegno della facciata. In particolare a sinistra è individuabile una lesena con capitello dorico terminante in una trabeazione leggermente accennata. Sul lato destro della volta non è riproposto esattamente lo stesso disegno: la lesena, completamente nascosta dalla vegetazione, non poggia sull’alto basamento ma compare da metà altezza in poi.
Il secondo corpo che compone la fonte è costituito da una vasca allungata, di forma rettangolare che si innesta direttamente sulla muratura sinistra dell’ambiente voltato. La vasca fungeva da abbeveratoio e lavatoio (come dimostrano i piani inclinati) ed è suddivisa in tre moduli di dimensioni variabili, funzionanti tramite il principio dei vasi comunicanti e collegati alla vasca principale tramite un semplice foro sulla muratura. Le diverse altezze dei moduli consentivano l’approvvigionamento idrico al bestiame di media e piccola taglia.

Alice Acciarri