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Le Fortificazioni di Monte Giberto

Cinta muraria del XIV secolo

Nel secolo XIV Monte Giberto fu dotato di una cinta muraria e assunse l’aspetto di un Castrum munito di buone difese. E lo fu quasi sicuramente per volere del comune di Fermo, a cui apparteneva. Se ne ha una tardiva ma significativa conferma in una nota del 1590, nella quale si legge che la comunità di Monte Giberto, essendo caduto il torrione del Castello, chiese alle autorità di Fermo di ricostruire al suo posto solo il muro, per mancanza di risorse. L’autorizzazione, dunque, proveniva sempre dal centro e l’iniziativa non veniva presa autonomamente.
In origine la cinta muraria aveva quattro torrioni. Presentemente mostra sezioni mutile nelle parti meridionale ed occidentale. Le altre sezioni -escluso qualche residuo- sono scomparse in parte nel secolo XIX e agli inizi del XX, e in parte quando, nel giugno del 1953, una frana, causata dalle piogge, ha gravemente danneggiato il settore nord del castello con crolli devastanti, che hanno interessato marginalmente anche la chiesa di S. Nicolò.
Lungo i secoli, alcune superfetazioni hanno deturpato la superstite cinta muraria del lato sud del Castello, in prossimità della chiesa di S. Giovanni Battista, e del lato nord, lungo l’ingresso all’antica “Porta da bora”, che è segnalata dalle fonti scritte fin dal 1450 ed è stata abbattuta o alla fine del secolo XIX o agli inizi del successivo.
Nel 1936, nell’elenco degli edifici monumentali fatto dal Ministero dell’Educazione Nazionale, così venivano descritte le fortificazioni di Monte Giberto: “Mura castellane frammentarie con arco acuto trecentesco e quattro torrioni cubici coevi”.
Purtroppo dei quattro torrioni praticamente uno solo si conserva ancora abbastanza bene, anche se mostra i segni di vari ripristini; quello situato a sudovest, che si eleva a ridosso della ripida e breve strada che conduce alla Porta da sole, la quale è stata gravemente manomessa e privata dell’antico arco acuto.
Fino a oltre la metà degli anni quaranta del secolo XX si conservavano anche le due rispettive imposte di legno massiccio, che in tempi remoti venivano chiuse al calar del sole, insieme a quelle di “Porta da bora”.
monte giberto rocca 80Recentemente è stato effettuato un intervento di ripristino del torricino che si eleva sulla cinta a nordovest, non lontano dall’antica “Porta da bora”.
Nonostante i crolli, le manomissioni e le superfetazioni, è possibile ancora effettuare una lettura critica e tecnica della cinta muraria del Castello di Monte Giberto.

Giuseppe Santarelli