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Particolare della tavola di Vittore Crivelli a Falerone

L’Arte a Falerone

Domenico Malpiedi, Fra Marino Angeli, Vittore Crivelli

Il dipinto di Domenico Malpiedi

Il dipinto di Domenico Malpiedi

Domenico Malpiedi

Nella chiesa di San Fortunato, proprio di rimpetto alla tavola del Crivelli, è ospitato il dipinto, datato 1610, di Domenico Malpiedi, che rappresenta, (cito dalla tesi di laurea di Niccolò Armellini) in primo piano, il Santo Patrono di Falerone con, ai lati, il Beato Pellegrino e il Beato Giacomo; nelle lunette si possono ammirare i miracoli compiuti da San Fortunato durante la guerra greco-gotica. In particolare, in una lunetta al centro in basso è raffigurata la scena in cui soldati legionari ballano sventolando una bandiera, su cui è rappresentato uno scorpione, mentre sullo sfondo appare il Castello di Falerone circondato da fiamme. Si ricorda, come è spiegato anche nella sezione “Rievocazioni storiche”, che Luigi Mannocchi parte dall’analisi dell’opera del Malpiedi per elaborare la sua tesi, secondo la quale il ballo con la ‘nzegna (rievocato ogni anno all’interno della Contesa de la ‘Nzegna) ha origini antichissime, rifacendosi alla venerazione che i soldati romani avevano per le proprie insegne.

Stimmate di  S.Francesco e San Michele Arcangelo, opera di Fra Mariano Angeli

Stimmate di S.Francesco e San Michele Arcangelo, di Fra Mariano Angeli

Fino a qualche anno fa, inoltre, nella stessa chiesa si poteva ammirare, proveniente dal convento francescano faleronese, anche il dipinto “Stimmate di San Francesco e San Michele Arcangelo”, tempera su tavola attribuita a Fra Marino Angeli (attivo tra il 1433 e il 1462) dopo il 1973. Prima di quell’anno l’opera (ora conservata nell’ex chiesa di San Sebastiano, che si trova proprio di fronte alla chiesa di San Fortunato, sul lato opposto della Piazza della Libertà) era erroneamente ritenuta di Carlo da Camerino.

 

 

 

 

Vittore Crivelli

Madonna adorante il Bambino

Madonna adorante il Bambino

Vittore Crivelli, più del fratello Carlo, incarna appieno il Rinascimento dell’Appennino. E’ una vera e propria “rivelazione” quella che la mostra (N.d.R.: di Sarnano) fornisce di lui, troppo spesso finora schiacciato dalla personalità del fratello. Si scopre invece assai indipendente e originale nella scelta di iconografie nuove come il tema della Madonna adorante […]. Non solo, è anche un artista dalla eccezionale qualità tecnica che gli permette di realizzare opere splendide di ori, rilievi ed ornamenti. Inoltre Vittore non è isolato, ma condivide e sa dare forma a temi cari alla società del suo tempo, come dimostrano, ad esempio, le molte immagini legate alla predicazione francescana.

Particolare della tavola di Vittore Crivelli

Particolare della tavola di Vittore Crivelli

Vittore Crivelli, come anche suo fratello Carlo, contribuì a mantenere vivo nelle Marche il gusto per l’ornamento, la lavorazione pittorica delle stoffe, l’eleganza formale, influenzando schiere di artisti […]. Lo sguardo si posa su splendidi tessuti d’oro e d’argento, ricami impreziositi da gemme, sete policrome, velluti, damaschi intessuti di perle e coralli. Insomma, uno spaccato di sontuosa bellezza si para davanti gli occhi del visitatore stupito dall’accesa cromia delle vesti e dei decori, dall’eleganza sofisticata, dai ricchi panneggi e dagli smalti […].

(Dal sito della Regione Marche, sezione Cultura, a commento della Mostra organizzata a Sarnano nel 2011)

Nota di Marco Armellini

L'opera di V.Crivelli con cornice di D.Malpiedi

L’opera di V.Crivelli con cornice di D.Malpiedi

Nella prima metà del 17° secolo, al quadro del Crivelli fu aggiunta, a mo’ di cornice, una tela, opera di Domenico Malpiedi di San Ginesio, con figure e motti provenienti dalle sacre scritture attinenti al tema dell’Immacolata Concezione di Maria.

Il dogma dell’Immacolata Concezione fu promulgato da Pio IX solo nel 1854, dopo secoli durante i quali la Madonna era già venerata come Immacolata, con continue e roventi discussioni teologiche tra macolisti e immacolisti.

Anche gli ordini religiosi avevano in proposito pareri discordanti.  Si ricordano le accese diatribe tra i Francescani, fautori della tesi che la Madonna fosse nata senza peccato originale, e i Domenicani, i quali, contrari al privilegio mariano e, quindi, fautori della tesi che la Madonna fosse nata col peccato originale e poi redenta, boicottavano la diffusione del culto dell’Immacolata Concezione.

Per questo motivo il Papa Sisto IV promulgò nel 1482 la bolla “GRAVE NIMIS” con la quale si vietava di prendere posizioni pro o contro il tema dell’Immacolata Concezione finché la chiesa non avesse definitivamente deliberato in proposito.

Marco Armellini