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La chiesa di S. Giacomo a Montegiorgio

La chiesa di S. Giacomo si trova in contrada Sant’Andrea, all’incrocio tra via Mazzini e via del Sole ed è parte di un piccolo aggregato di edifici che probabilmente in origine era un complesso collegato.
L’epoca di costruzione dovrebbe risalire alla fine del secolo XIV circa, in quanto gli archetti pensili, la forma della porta e del portale nella facciata principale fanno pensare al periodo gotico ed anche alla soprastante chiesa di S. Francesco, dove troviamo archetti pensili simili; anche se nella chiesa maggiore sono in forma ricca ed articolata quanto questi sono semplici e poveri.
Dall’inventario redatto nel 1728 si descrive:
«Sorse dal beneficio semplice sotto il titolo di S. Giacomo Apostolo, posto in questa terra di M. Giorgio, di cui il presente rettore sig. Antonio Rossi dal medesimo luogo dimorante in Roma; ha una chiesa in questa terra in contrada S. Andrea confinante da un lato la casa del Rossi e dall’altro la casa di Francesco Gioannetti. Sotto la chiesa vi è un camerone a pian terreno e di fianco un’altra stanza terrena con due altre una sopra l’altra. Furono concesse dal card. Gualtieri arcivescovo di quel tempo, nell’anno 1663, in enfiteusi perpetua a Filippo de Rossi Padre del presente
rettore. Non si trova memoria dell’istituzione né dell’erezione della chiesa. Dentro la medesima vi è un solo altare dove in un quadro si trova una pittura nell’istesso muro rappresentante il SS. Crocifisso, la Madonna e S. Giacomo Apostolo. Sotto l’altare vi è una reliquia o corpo Santo di S. Fortunato Martire racchiuso in Urna di legno nero con i suoi cristalli da tutte le parti, donata dal card. Flavio Chigi al fu Benedetto Rossi e da questo donata a suddetta chiesa, come per autentica, rogata dal Pelosi notaro nell’anno 1684 nel mese di ottobre».
Tali notizie le troviamo anche negli Statuti del Comune, di cui esistono due edizioni a stampa, una del 1578 ed un’altra del 1730, nel quale si dice che i priori pro tempore erano tenuti, con fondi pubblici, a fare elemosine alle chiese di Montegiorgio, che consistevano in ceri di diverso peso e per le chiese più importanti come Ss. Giovanni Battista e Benedetto e S. Maria (attuale S. Francesco) anche di un pallio di 50 libbre. Si afferma che i priori avevano l’obbligo di donare un cero di 10 bolognini alla chiesa dei Ss. Filippo e Giacomo (non sappiamo se era una sola chiesa o erano due) il giorno di san Giorgio, patrono del paese e nel giorno terzo dopo Pentecoste.
La costruzione come la vediamo oggi, si trova posta sotto il piano stradale e l’accesso all’aula della chiesa avviene scendendo alcuni gradini, facendo pensare che in origine la strada doveva avere una quota più bassa.
La chiesa ha subito sicuramente notevoli trasformazioni visibili dalla chiusura della piccola porta posta sul lato sinistro di chi guarda e dalla costruzione del portale che costituisce l’ingresso attuale, molto simile a quello della chiesa di S. Spirito oggi chiamata di S. Maria della Luna, sita vicino alla portarella nella Cota.
Sempre in questo periodo dovrebbe risalire la costruzione dell’attuale campanile, la cui muratura appare più recente rispetto ai muri sottostanti.
All’interno della chiesa, a destra della porta d’ingresso, due archi ogivali delimitano la base della torre realizzata, come accennato, in un secondo momento.
Il portale principale è formato da tre archi a tutto sesto concentrici e strombati, dove l’arco esterno risulta decorato con una serie di archetti pensili di semplice fattura.
La costruzione del nuovo portale e del campanile hanno provocato una interruzione altrimenti innaturale della fila degli archetti pensili che corrono sotto la linea del tetto, come il nuovo campanile ha interrotto lo spiovente del tetto.
La campana che si trova sulla torre porta l’iscrizione SANCTA MARIA HORA PRONOBIS MDLXXIII, quindi ricorreva l’anno 157378 e l’affresco dell’altare rappresentante la Crocifissione con la Madonna e San Giacomo Apostolo porta una scritta con la data del 1569 che possono datare la forma attuale della chiesa nella seconda metà del sec. XVI.

Mario Liberati

“Montegiorgio” di Mario Liberati – Andrea Livi Editore – pag. 186, 188