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Montegiorgio Palazzo Passari 150

Il palazzo Passari a Montegiorgio

L’edificio sito sulla piazza principale del paese rappresenta un esempio significativo di palazzo signorile ed è caratterizzato da prospetti di buona finitura. Il prospetto principale dà sulla piazza, poi l’altra facciata su via Passari, infine la facciata sulla scalinata che da via Passari e largo Leopardi scende verso la piazza.


La sua costruzione è legata al nome Passari di cui abbiamo notevoli testimonianze nel nostro territorio dai documenti contenuti nell’archivio delle Confraternite di Montegiorgio dove, con data 1620, viene fatto riferimento al capitano Giovanni Antonio Passari che sotto il pontificato di Sisto V era stato governatore di Roma.
L’edificio risale probabilmente all’inizio del secolo XVIII, ma non si può escludereper alcuni caratteri architettonici anche la fine del secolo XVII (il Curi nella sua guida della città di Fermo afferma «eretto nel 1770») è di forma rettangolare ed ancora oggi è possibile leggere la sua originaria organizzazione spaziale, fatta eccezione per il cortile interno e per alcune sale modificate nel corso degli anni.
La facciata principale che prospetta sulla piazza è costituita da un paramento di mattoni con marcapiani e finestre del piano principale realizzate con cornici di pietra, cornicione con mattoni pensili e da un portale rivestito con pietra di travertino.
L’ingresso principale è segnato da un arco a tutto sesto riquadrato da paraste con basamento e capitello composito. Al centro della trabeazione è presente un lucernario di forma ovale sovrastato dalle mensole del balcone con volute di carattere vanvitelliano. Nei capitelli e nella ringhiera del balcone è possibile notare lo
stemma della famiglia Passari. Il prospetto su via Passari risulta più semplice con un ingresso segnato da bugne di laterizio. Le porte e gli scuri delle finestre del piano nobile conservano ancora le originarie decorazioni a grottesche composte da elementi floreali e animali.
La divisione originaria, riprende la tipologia di molti palazzi del XVIII secolo, dove dall’ingresso si accedeva ad un disimpegno dal quale era possibile accedere al cortile, al salone principale ed alle scale.
Nei locali principali in particolare nei soffitti è possibile ammirare i decori interni che caratterizzano le stanze, ognuna con un suo tema. Al piano nobile il salone di rappresentanza o stanza delle Quattro Stagioni, la stanza delle Arti e dei Mestieri, la stanza di Venere, quella di Angelina e Medoro e la stanza dello Spolvero.
Salendo lo scalone si giunge al piano superiore che ospitava gli appartamenti privati della famiglia Passari. Abbiamo la stanza dei Vasi, la stanza degli Stemmi, la stanza degli Arabeschi, quella dei Gigli e quella dei Salomoni, poi quella Rossa, la stanza dei Putti e la cappella privata posta sopra l’atrio sottostante. Nella cappella, dalle dimensioni di m. 3,00 x 4,70, troviamo una ricca decorazione baroccheggiante dove prevalgono i colori rosso bordeaux, verde scuro, oro e giallo ocra.
Nonostante il vano sia di forma rettangolare si ha la percezione di entrare in un ambiente ellittico, per la modellazione degli angoli con nicchie a scomparto e per il soffitto a volta di colore celeste, nel cui centro è posta una colomba dorata circondata da una raggiera.
Nel lato lungo si trova l’altare in legno lavorato a finto marmo con supporti in doratura e una ricca decorazione che inquadra il vano in cui vi era una preziosa immagine sacra.
Della famiglia Passari sappiamo che, su idea del marchese Andrea Passari, fu fondata nel 1879 la Confraternita di Misericordia, al fine di trasportare in maniera più decorosa i cadaveri al cimitero, ed alla volontà di Andrea Passari si deve la fondazione dell’asilo infantile, che era denominato col titolo della nobildonna: principessa Santacroce.
Il palazzo ha le seguenti dimensioni esterne lunghezza ml. 27,00, larghezza ml. 20,00 ed altezza presa dalla piazza fino al cornicione di ml. 19,50.

Mario Liberati

“Montegiorgio” di Mario Liberati – Andrea Livi Editore – pag. 207, 208