Montegiorgio → Architettura

Dell’edificio nel quale oggi ha sede la palestra e la scuola elementare sappiamo che nel 1702 inizia un’esperienza religiosa con la fondazione del convento di monache terziarie agostiniane sotto il titolo di Maria Santissima della Consolazione.
Padre Nicola Sanchionni, priore del convento, rispondendo nel 1765 ad un quesito dell’arcivescovo, cardinale Urbano Paracciani, relaziona che «Suor Maria Lattanzia Paciangeli, monaca agostiniana in casa, fu quella che nel 1702 in onore della Vergine Maria Madre della Consolazione diede principio al Sacro Convitto di più vergini col riceverle invitandole a convivere religiosamente sotto lo Stato ed Abito di monache Terziarie Agostiniane. Tale Collegio sotto il titolo di Maria Santissima di Consolazione amplia l’edificio acquistando la casa annessa a questa lasciata dalla fondatrice che in quel periodo comprendeva trentaquattro religiose».
Dall’inventario del 1771 si ricava:
«…il Venerabile Collegio eretto sotto il titolo di Maria Santissima della Consolazione nella terra di Montegiorgio, da a Suor M. Lattanzia Paciangeli, come dal suo testamento redatto nel 1727, esistente in questo archivio. Il quale inventario fu fatto da me Rosa Costante Celi Priora con l’assistenza di suor M. Serafina Minnucci Vicaria ed altre suore, religiose pienamente informate di beni, frutti, rendite, ragioni… di detto Ven. Collegio e sono le seguenti.
È situato questo Collegio nel rione detto San Nicolò, confinante di sopra con la strada pubblica da un lato e in fine dell’orto annesso al Collegio colle rispettive case del sig. Conte Filippo de Rossi, Pietro Liberati e sig. Carlo Calisti, dall’altro lato e di sotto colli Muri Castellani… e siccome questo collegio ha un altro braccio, ossia porzione di casa di rimpetto [di fronte] alla descritta, a cui si ha l’ingresso mediante un ponte, questo confina con la strada già detta, mentre di sopra in parte con una casa spettante al venerabile Monastero di Santa Chiara… Ha questo collegio un oratorio, ossia una chiesolina eretta fin dall’anno 1732 per licenza dell’arcivescovo di Fermo Mons. Borgia. È lunga palmi ventidue, larga palmi trentadue, dell’istessa altezza… in cui ritrovasi un solo altare di lunghezza palmi nove e mezzo di larghezza palmi cinque, di altezza palmi cinque…
Nella parte destra in Cornu Evangelii trovasi appeso un quadro, con cornice nera e filetti dorati, con l’immagine di S. Luigi Gonzaga.
In cornu Epistolae ritrovasi nel muro altro simil quadro con cornice eguale e tendina rappresentante l’immagine di S. Nicola da Tolentino».
Sicuramente il convento venne radicalmente modificato ed ampliato tra il 1815 e il 1887 assumendo una conformazione simile all’attuale. Infatti dalla planimetria del Catasto Gregoriano riferibile al 1815 si può notare che il complesso, in questo periodo, è notevolmente ridotto rispetto a quello indicato nella planimetria del 1887, che risulta simile all’attuale. Nel 1815 il convento, che ingloba la chiesa, ha un orto che confina con l’arco in fondo a via Cestoni (arco che dà l’accesso a via Mentana) e risulta tutto sviluppato intorno alla piccola chiesa, anzi la parte più estesa è quella a monte della chiesa, mentre nel 1887 la parte più estesa risulta quella a valle con un perimetro uguale a quello attuale.
In diverse delibere del Consiglio Comunale si trova il riferimento all’asilo infantile, con lavori dal 1874 al 1876 e apertura nel 1877. Nel Consiglio Comunale del 19 gennaio 1894 si informa di un parere dell’assessore Trebbi circa la migliore distribuzione dei locali dell’ex fabbricato monastico delle Agostiniane. Tra l’altro si riferisce di utilizzare: «…i vani del vecchio educando e quelli ad uso granaio e cantina siti nel nuovo braccio di fabbricato e in via del tutto provvisoria la casa denominata la foresteria!».
Non siamo riusciti a trovare notizie riferibili al periodo successivo al 1815 ma crediamo che la conformazione esterna determinata probabilmente intorno alla prima metà del secolo XIX (ad opera dell’architetto Pietro Maggi) abbia subito poche modifiche soprattutto esterne.
Oggi la costruzione realizzata in muratura piena di laterizio a vista è composta di tre piani e un piano seminterrato, è sede della scuola elementare, ha una lunghezza di ml. 37,00 una larghezza di ml. 13,70 ed una altezza massima a valle di ml. 20,50 mentre dal lato dell’ingresso principale l’altezza massima è di ml. 16,00.
All’interno l’edificio è diviso in tre navate di cui la principale posta al centro ha la funzione di corridoio e funge da elemento distributore per le navate laterali nel quale troviamo le stanze. Tutti gli ambienti sono coperti con volte in muratura che solo all’ultimo piano nelle stanze laterali diventano in camorcanna.
Seminascosta a causa delle strade strette, si eleva una torre campanaria nel lato est che testimonia la presenza nel passato della piccola chiesa da decenni trasformata in palestra.
L’edificio si presenta di grandi dimensioni, semplice nelle forme, austero nei motivi architettonici, con sobrie modanature e fasce marcapiano. Il fronte principale che si trova a nord e prospetta su via Mazzini è cadenzato da una doppia gerarchia di aperture allineate e simmetriche rispetto all’asse mediano del fronte.
L’ingresso principale è rimasto in attesa di una successiva decorazione.

Mario Liberati

“Montegiorgio” di Mario Liberati – Andrea Livi Editore – pag. 188, 190