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Il Castello di Ortezzano e l’ipotesi di espansione urbana

La torre pentagonale (1309-1377) : simbolo cittadino. E’ la più importante testimonianza che ci resta dell’antico castello del XIV sec. Alta 15 mt. Costituisce un raro esempio di costruzione militare a pianta pentagonale irregolare con merli ghibellini a coda di rondine. (ndr)

 

TOPONIMO

Il nome Ortezzano compare per la prima volta nel diploma dell’imperatore Lotario datato all’anno 840 dove è registrata l’antica forma “Ortatiano”. Il suffisso – ano indica che si tratta chiaramente di un toponimo prediale derivante da un nome di persona latino caratterizzato dal suffisso –anum. Si può dedurre quindi l’odierna forma Ortezzano è il risultato dell’evoluzione fonetica del prediale latino HORTATIANU(M), che deriva da un gentilizio romano probabilmente un certo Horentius, che avrebbe avuto dei possedimenti nel territorio ortezzanese.
(Vedi anche da: “Da Hortentius a Ortezzano” di Giusy Scendoni)

ETA’ PRE ROMANA E ROMANA
Nonostante i rinvenimenti di oggetti di origine picena e romana nel territorio di Ortezzano, le informazioni frammentarie non permettono di affermare con certezza la presenza di un centro urbano vero e proprio. Piuttosto nell’area si sviluppano fondi rustici , villae e nuclei abitati di piccole dimensioni.
Importante il passaggio nel territorio di Ortezzano della Via Statia, diramazione della Salaria, che da Ascoli Piceno, attraversando l’ascolano, conduceva alla valle del Chienti. Questo importante asse stradale (attivo già dalla metà del II secolo a.C. ) desterà gli interessi economici dell’abbazia di Farfa in questa zona a partire dal IX secolo.

(Vedi anche da: “Da Hortentius a Ortezzano” di Giusy Scendoni)

MEDIOEVO: ORTEZZANO TRA L’ ABBAZIA IMPERIALE DI FARFA E I VESCOVI DI FERMO
L’ abbazia di Farfa in Sabina persegue tra l’ VIII e il X secolo una politica di assoggettamento delle chiese rurali, radicando il suo potere attraverso l’acquisizione di proprietà fondiarie e la concessione delle stesse a laici ed ecclesiastici. Costituita imperiale abbazia da Carlo Magno, Farfa era completamente svincolata dal controllo papale e di fatto più simile ad una signoria feudale. La strategia farfense fa di Santa Vittoria in Matenano il potere feudale più forte nella Marca Fermana, sempre fedele all’imperatore e in contrasto con il vescovo di Fermo. A partire dall’ XI secolo l’Episcopato fermano, appoggiato dalla Santa Sede, acquista potere e sottrae diversi beni appartenenti a Farfa: nel 1178 Ortezzano entra definitivamente nei possedimenti del Vescovo di Fermo e viene nominato nel Liber Iurium dell’episcopato e della città (Codice 1030) che da questo momento ha pieno potere giuridico e amministrativo sul castello.

IL CASTELLO DI ORTEZZANO: IPOTESI DI ESPANSIONE URBANA

Orteezzano FASE 1 X-XI secoloFASE 1_ X / XI secolo

La competizione e i conflitti tra l’abbazia imperiale di Farfa con sede in Santa Vittoria in Matenano e i vescovi di Fermo sono fattori di spinta verso l’incastellamento dei centri curtensi e dei piccoli villaggi naturalmente predisposti. Il castello è costituito da un recinto rotondeggiante sulla sommità di una collina, difeso da una ripa di terra, caratterizzato da un unico accesso e da una fortificazione abbastanza rudimentale, affidata alle mura alte delle abitazioni (1).

FASE 2 XII-XIII  secoloFASE 2_ XII / XIII secolo

Il castello di Ortezzano si amplia in direzione sud-est, verso la valle del fiume Aso, a quota lievemente più bassa rispetto al castrum originario. Compaiono tratti di cinta muraria con merli ghibellini oggi inglobati in un’abitazione (2). All’interno di questo perimetro è da collocare la chiesa di San Girolamo, ecclesia dal 1290 e chiesa parrocchiale a partire dal 1576 (3).
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Ortezzano FASE 3 XIV secoloFASE 3_ XIV secolo

Ampliamento fortificato del castello verso est, con la costruzione di edifici omogenei di carattere militare. Viene costruita la cinta muraria completata da torri di difesa strategica come la torre a pianta pentagonale sovrastata da un parapetto merlato (4) e la torre che si affaccia sulla Valle del fiume Aso (5). L’accesso al castello è permesso da quattro porte dislocate secondo i punti cardinali. Resta intatta solo la Porta da Sole ad est (6), mentre la Porta da Bora, a nord, mantiene soltanto l’arco di ingresso fino ai primi anni del 1900 .

Ortezzano FASE 4  XVII secoloFASE 4­_ XVII secolo

Il borgo si estende verso ovest con lotti di case a schiera (7) che seguono l’andamento del crinale alternandosi alle vie fino a raggiungere la chiesa di Santa Maria del Soccorso del XV secolo (8). Dietro la chiesa era collocata un’ ulteriore porta di accesso al paese mentre la chiesa di San Giuseppe, costruita nel XVIII secolo, restava al di fuori delle mura. Di questo periodo risulta essere anche la chiesa del Carmine (9 a/b).
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Alice Acciarri

Tratto da: “Ortezzano, restauro di un centro minore marchigiano” tesi di laurea in Architettura a cura di Alice Acciarri