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Viale tornabuoni 150

Grandi a Petritoli: Filippo Mannocchi Tornabuoni

Petritoli 1815 – Porto San Giorgio 1863

Viale

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Fu “medico valentissimo e patriota esemplare”. “Suo padre fu G. Battista Mannocchi, ma, avendo sposato la signora Caterina Tornabuoni, che mise a suo nome il vistoso capitale, ne assunse il cognome. Per questo fatto, il figlio Filippo fu sempre chiamato Filippo Tornabuoni.”
Appassionato delle scienze naturali, studiò al Ginnasio e al Liceo di Fermo. Compì gli studi universitari a Macerata, Bologna, Milano e poi nuovamente a Bologna dove si laureò a pieni voti.
Meritò l’amicizia di medici illustri, di studiosi di politica economica, frequentò artisti e letterati come Pietro Giordani e Giacomo Leopardi. Esercitò la professione di medico in diverse località, finché non fu nominato medico a Petritoli. Ottenuta la più prestigiosa condotta medica di Fermo, ospitò nella sua casa Garibaldi e Bixio. “La residenza a Fermo fu causa prima de’ suoi malanni che ne accorciarono l’esistenza: le vie scoscese e disagiate della città gli procurarono mal di cuore”.
All’attività politica dedicò prevalentemente il resto della sua vita.
Le amicizie hanno contribuito alla sua formazione patriottica e liberale. Promosse in tal senso la nascita di Circoli Patriottici e Liberali in cui si diffondevano le idee mazziniane. La rivolta che portò alla nascita della Costituente Romana lo vide tra i protagonisti, tanto che ne fu eletto deputato.
La breve durata della stessa lo costrinse all’esilio dove passò circa dieci anni tra Scutari, Corfù e Salonicco. In esilio sposò la figlia di un ufficiale comandante di un vascello inglese. Il matrimonio durò solo cinque anni. Non riuscì purtroppo a curare da una rara malattia la sposa, nonostante avesse consultato i più illustri medici del tempo. Iniziata l’impresa dei Mille, inviò a Garibaldi una somma consistente di denaro a sostegno dell’iniziativa. Nel Luglio del 1860 iniziò il viaggio di ritorno dall’esilio visitando la Sicilia liberata e Napoli. A Torino fu ricevuto dal Re e da Cavour. Seguì il generale Cialdini che comandava le truppe piemontesi e dopo la resa di Ancona si stabilì a Macerata. I plebisciti del 4-5 Novembre sancirono l’annessione di Marche e Umbria al Piemonte.
Nelle elezioni del 29 Dicembre 1860 fu eletto Consigliere comunale contemporaneamente a Petritoli e a Macerata. Ma per sua espressa volontà, esercitò la carica nel biennio 1861-62 solo a Macerata. Aggravatasi la malattia che lo affliggeva da anni, per motivi di salute, si stabilì a Fermo. Confermato Consigliere comunale a Petritoli, dal Novembre 1862 fu assessore nella sua città natale. Ma non riuscì a portare avanti l’impegno amministrativo. Il peggiorare della malattia lo costrinse a stabilirsi, già dal mese di Dicembre, a Porto S. Giorgio per il clima più mite. Morì in questa cittadina l’11 Aprile 1863.

Totò Giuseppe