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organo 150

Grandi a Ortezzano: Giuseppe Attili

Originale ed innovativo organaro – Ortezzano 1692, 1779

Il Fermano, terra fiorente per l’artigianato anche artistico, può vantare valenti organari, la cui produzione è tutt’ora fruibile in molte piccole chiese del territorio.
Fra questi merita un posto di rilievo Giuseppe Attili, nato ad Ortezzano il 14 marzo 1692, probabilmente – come scrive il musicologo Paolo Peretti nelle sue ricerche – formatosi con il maestro don Benedetto antonio Fioretti di Montecarotto, dati i forti legami con quella scuola organaria.
Visse sempre nel suo paese, dal quale si allontanò solo per la costruzione o il restauro degli strumenti, senza farsi una famiglia. Nella sua bottega, divenuta di una certa importanza, si formò sicuramente l’altro importante organaro ortezzanese, Francesco Giulietti, che probabilmente ne rilevò l’attività, non avendo l’Attili eredi.
La sua produzione non fu marginale, vista anche la lunga vita, ma l’abitudine a non “firmare” gli organi e il grande rinnovamento strumentale di fine 700, dovuto al più celebre veneto Gaetano Callido, consentono oggi di attribuirgli solo una parte degli strumenti usciti dalla sua bottega.
Sebbene l’unica certezza riguardi l’organo di Sant’Agostino a San Ginesio, (datato e firmato 1726), possono essergli attribuiti, per le affinità tecnico-costruttive, quelli di alcune chiese agostiniane di: Santa Vittoria in Matenano, Offida, Sant’Elpidio a Mare, e ancora delle chiese di santa Maria a Ponzano di Fermo, di santa Croce a Montecassiano, di santa Maria degli Scalzi a Sassoferrato e dei santi Pietro apostolo e Antonio abate a Monsampietro Morico (1725, nel 1786 sostituito da altro organo del suo allievo Giulietti), Sant’Angelo Magno di Ascoli Piceno.
Alcuni di questi strumenti, come quello citato di Monsampietro Morico, furono successivamente sostituiti da strumenti più moderni, alcune volte salvando parte della costruzione preesistente.
Importante fu anche l’attività di restauratore e manutentore che l’Attili svolse con assiduità per tutta la vita, come documentato da contratti e convenzioni di alcuni archivi capitolari (citiamo soltanto gli interventi a S.Maria del Buon Gesù a Carassai, nella collegiata di Sant’Elpidio a Mare, nella cattedrale di Ascoli Piceno).
Attili fu un organaro innovativo, capace di “compromessi” costruttivi inglobando nei suoi strumenti parti di canne degli organi preesistenti che veniva chiamato a sostituire (cosa che accadeva sovente per economizzare sulle spese di fabbricazione delle canne e sul trasporto, ma che trovò in lui anche una spiegazione di natura tecnica e costruttiva oltre che economica).
Fu anche ricercato nella tecnica di trasmissione dell’aria, e nei dettagli, sempre lavorati con finezza.
Morì a Ortezzano il 10 dicembre 1779 nella casa del notaio Domenico Pecorari che lo ospitava, e fu sepolto nella parrocchiale di S. Girolamo.

Giovanni  Martinelli

(Da “ALTRI 100 illustri personaggi del fermano” di Giovanni Martinelli – Andrea Livi Editore Fermo)