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LUIGI FONTANA

Grandi a Monte San Pietrangeli: Luigi Fontana

Il mago del colore. Monte San Pietrangeli, 1827 – 1908

Scrivendone la bibliografia nel centenario della nascita, lo storico fermano Giovanni Cicconi colse il senso della vita e dell’opera del pittore Luigi Fontana: “la sua arte non ha avuto l’unanimità de’ consensi: da una parte grandi ammiratori, dall’altra censori incontentabili e depreziatori poco scrupolosi”. Eppure nel 1878 la “Galleria biografica d’Italia” di Roma stampava un numero a lui dedicato chiamandolo “una delle illustri notabilità artistiche”.
Luigi Fontana nacque a Monte San Pietrangeli il 29 marzo 1827. Sin da bambino dimostrò predisposizione per il disegno tanto che la madre lo avviò allo studio dell’architettura e dell’ornato al liceo di Macerata con il professore bolognese Gaetano Ferri. Il giovane Fontana studiò poi con il pittore grottammarese Luigi Palmaroli, in quegli anni a Fermo per decorare palazzo Vinci e altri palazzi della nobiltà fermana.
Affascinato dall’arte figurativa e, in particolare, dalla scuola romana, riuscì ad entrare a Roma nella bottega dell’allora celebre Luigi Minardi, divenendone presto l’allievo prediletto e, alla sua morte, il continuatore dell’attività.
Qui studiò a fondo i grandi maestri dell’antichità, principalmente del rinascimento italiano, dai quali trasse ispirazione e modello, sino ad essergli riconosciuto l’appellativo di “mago del colore”.
Si dedicò in vita quasi esclusivamente al tema sacro, e la sua produzione fu tale che sue pitture sono oggi nelle maggiori chiese di Roma, del Lazio, del Fermano, la sua terra nella quale, visto il nome che si era fatto nella capitale, più volte fu chiamato a realizzare importanti opere.
Quella che concorse a dargli immediata fama fu “la propagazione della Fede e la missione degli Apostoli” nella sala del trono al Quirinale, commissionata al Minardi da Pio IX ma di fatto da lui realizzata.
A Roma sue opere sono nelle basiliche dei SS.mi Apostoli, di San Lorenzo in Damaso, in San Giovanni in Laterano, dove quanto da lui dipinto piacque tanto a papa Leone XIII da conferirgli la commenda di san Gregorio Magno .
Anche nel Fermano, dove poi si ritirò, Fontana lasciò forte impronta della sua versatilità artistica: centinaia le sue tempere, affreschi, tele, presenti nelle chiese di Fermo, Montefiore, Campofilone, Grottammare, Ripatransone, Sant’Elpidio a Mare, Montegiorgio, Montegranaro, Grottazzolina, nella sua Monte San Pietrangeli e altre ancora.
Come i migliori artisti, egli non fu solo pittore, ma anche scultore, architetto, incisore. La lunga vita lo portò ad attraversare vari periodi senza però conformarsi ai nuovi stili e alle nuove tendenze, da questo la sua delusione negli ultimi anni di vita, così bene sintetizzata nella biografia del Cicconi, per lo scarso apprezzamento ormai riservato alla sua pittura.
Morì a Monte San Pietrangeli il 27 dicembre 1908.

Giovanni  Martinelli 

(Da “100 illustri personaggi del fermano“- Giovanni Martinelli – Andrea Livi Editore Fermo)