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Madonna adorante il bambino

Festival Musicale Piceno di Falerone

Organizzato dall’Associazione del Festival Musicale Piceno, fondata nel 1989 da Roberto Frollà, Claudio Giovalè, Fausto Bongelli, Massimo Mazzoni e Lucy Derosier

NOTA INTRODUTTIVA DI UBALDO SANTARELLI

Nel 2014 il Festival Musicale Piceno, che si tiene a Falerone, ha raggiunto la XXIII edizione. A mio parere, questa manifestazione è un avvenimento di grande valenza culturale, di cui, probabilmente, nel paese e nei dintorni, non è colto e apprezzato appieno tutto lo spessore.

Ogni anno lo propone e lo organizza l’Associazione del Festival Musicale Piceno, fondata nel 1989 da Roberto Frollà, Claudio Giovalè, Fausto Bongelli, Massimo Mazzoni e Lucy Derosier.

Da molti anni ne è anima e Presidente Sergio Lucarini, mentre Roberto Frollà ricopre la funzione di insostituibile responsabile artistico.

Alla storia del festival ha dato da subito una precisa identità il lavoro di Claudio Giovalè, il quale da filosofo e poeta, qual era e qual è, si è rivelato un ottimo musicologo e tra gli appassionati si è guadagnato la fama di esperto senza pari di compositori marchigiani. Sue sono le note di copertina dei dischi prodotti dalla Associazione e sua è anche l’idea di utilizzare nel logo del Festival l’immagine di uno dei due angioletti musicanti che affiancano la Madonna dipinta da Vittore Crivelli: precisamente quello di destra, che suona il ribechino, progenitore del violino.

Secondo Giovalè (lo spiegò in occasione di una sua presentazione di apertura dei concerti) l’angioletto scelto è ritratto con le gote arrossate, tanto da sembrare accaldato, perché sta suonando uno strumento molto impegnativo. Al confronto, l’altro angioletto, quello di sinistra, che suona il liuto, strumento meno difficile, appare del tutto rilassato.

Curioso e rivelatore della natura del Festival faleronese è l’aneddoto che il Presidente Lucarini ama raccontare: quando l’Associazione si buttò a capofitto nel recupero di musicisti marchigiani, Sergio, per superare i timori di un anziano sacerdote, parente del compositore Filippo Marchetti, si dovette presentare con la fotocopiatrice e fotocopiare a stretto contatto col sospettoso religioso i preziosi manoscritti del Maestro camerte gelosamente custoditi in un baule.

Mi piace citare qui tre persone di Falerone che lavorano dietro le quinte, ma che sono importanti per la riuscita del Festival: Patrizia Quintozzi, Mauro Evandri e Pietro Squarcia. Di quest’ultimo, in particolare, ricordo la simpatica, infaticabile presenza in tutte le iniziative dell’estate faleronese: la stagione teatrale in scena al Teatro romano, la Contesa de la ‘nzegna e, appunto, il Festival Musicale. E’ indimenticabile il suo incedere, in costante precario equilibrio tra il camminare veloce e il correre, per arrivare in tempo ad aprire la chiesa dove è programmato un concerto, per garantire l’assistenza durante il pranzo ai giovani corsisti delle Master Class, insomma per assolvere a qualunque incombenza gli venisse richiesta.

Per noi Faleronesi il Festival ha voluto dire non solo concerti di alta qualità, ma anche incontri con ragazzi carichi di strani strumenti, che sciamavano per i vicoli del paese, ascolti fortuiti di cascate di note, che durante gli esercizi di “riscaldamento” e durante le prove inondavano tutti gli spazi della quotidianità paesana. Il Festival di musica colta ha contagiato e coinvolto una intera comunità, naturalmente ben disposta a farsi contagiare e coinvolgere dalle cose belle.

Sintesi della “storia” del Festival Musicale Piceno a cura della Associazione che da anni lo organizza.

Copertina del programma di sala del Festival 1987

Copertina del programma di sala del Festival 1987

Possiamo dire che il FESTIVAL MUSICALE PICENO nasce a Servigliano nel 1986 come rassegna di concerti, ospitando musicisti del calibro di Lucia Passaglia, Paolo Pollastri, Michele Marasco, Massimo Mazzoni, Renata Sfriso, oltre al sopranista internazionale Paulo Abel do Nascimento. L’anno successivo la collaborazione tra i Comuni di Servigliano, Falerone ed Amandola rende possibile una stagione più ampia e l’intervento di una valida orchestra d’archi. Tra gli ospiti ricordiamo i violoncellisti Luca Signorini e Luigi Piovano, la soprano Maria Vittoria Tonietti, il pianista Fausto Bongelli.

Dopo una pausa di alcune stagioni il Festival trova la sua sede definitiva a Falerone e, grazie al sodalizio tra Roberto Frollà e Sergio Lucarini, riprende nuova energia.

 

Da allora molto è cambiato nel panorama musicale della nostra provincia che oggi, almeno nella stagione estiva, offre molte occasioni di qualità agli appassionati di musica colta. A questa mutazione ha certamente contribuito il nostro Festival che, nei limiti delle possibilità economiche- pochi o nulli i contributi pubblici- ha sempre volato alto, lavorando nella ricerca, nell’originalità delle proposte musicali, sostenuto dall’altissima qualità degli interpreti. In questa direzione abbiamo inventato programmi musicali memorabili formando gruppi di giovani o mettendo insieme, in formazioni da camera, concertisti di fama.

Abbiamo ospitato compositori celebri e grandi interpreti, percorso la ricerca d’archivio e prodotto cinque dischi, facendo rivivere partiture e compositori dimenticati; ci siamo persino addentrati nel campo delle commissioni facendo eseguire brani espressamente composti per il Festival di Falerone.

 Il manifesto di una Master Class

Il manifesto di una Master Class

Non vanno dimenticati i corsi di interpretazione e le Master Class, dedicati agli strumenti ad arco, tenuti da insegnanti di fama internazionale.
Chi si occupa di musica sa che tutto ciò ha un grande valore e che certi risultati non sono facili: noi li abbiamo conseguiti contando  esclusivamente sulla nostra passione, aiutati dall’amicizia di molti grandi musicisti che ci hanno affiancato in questo progetto con sincero entusiasmo.

La febbrile passione di Claudio Giovalè ha reso possibile un progetto ambizioso: la riscoperta di compositori marchigiani sepolti negli archivi; da qui la ricerca, la trascrizione dai manoscritti, l’esecuzione pubblica e l’incisione discografica di brani inediti di Vaccaj, Marchetti, BiniVecchiotti, Alaleona, Liviabella, Tommassini, Giordani, Sieber. Ancora più ambizioso è stato il progetto di commissionare a compositori attivi nelle Marche brani espressamente dedicati al Festival, tra questi è bello ricordare il brano pianistico “Improvviso ad un pianto di Stelle” di Silvio Catalini e la “Syntonia” per violino e pianoforte composta per Falerone da Nicola Maruccimagistralmente eseguiti in concerto da Fausto Bongelli e da Alessandro Perpich.

La copertina del CD dedicato a D.Alaleona

La copertina del CD dedicato a D.Alaleona

Dopo 5 compact disc editi da ICTYUS e BONGIOVANNI, dei quali tre monografici dedicati rispettivamente al Giordaniello, per molti anni direttore della Cappella Musicale Fermana, a Pasqualino Bini, il miglior allievo di Tartini nelle Marche, ed alla musica vocale da camera di Domenico Alaleona, la cronica carenza di fondi ha costretto il Festival a sospendere il progetto. Tuttavia la ricerca, condotta a 360 gradi da Giovalè, ha portato negli archivi del Festival un’ampia letteratura musicale inedita, prodotta nelle Marche dal ‘700 ad oggi, che attende paziente l’intervento di un mecenate, pubblico o privato, per vivere di nuovo ed arricchire la nostra storia di qualche piccolo tassello mancante.

Se la riscoperta dei compositori marchigiani è momentaneamente sopita, non si è fermata la missione del Festival: offrire al pubblico sempre nuove occasioni di emozione. La manifestazione si rinnova quindi ogni anno, la terza settimana di agosto, offrendo al pubblico ormai consolidato, una serie di concerti di alta qualità.

Caratteristica della manifestazione è la presenza costante di grandi maestri che, oltre ad offrire un recital solistico, si fermano qualche giorno a Falerone per tenere corsi di interpretazione a giovani allievi provenienti da tutta Italia. Dalla presenza contemporanea di grandi musicisti e dalla loro passione per il suonare insieme, è nata l’idea di produrre, in esclusiva per il Festival, concerti cameristici di raro ascolto. Ricordiamo con grande emozione il sestetto “Souvenir de Florence” di Chaikovsky eseguito da un complesso d’eccezione con Marco Fornaciari al violino e Marin Cazacu al violoncello.

Nella storia del Festival non vanno dimenticati i docenti che hanno soggiornato a Falerone e che del Festival conservano un ottimo ricordo onorandoci con la loro amicizia. Tra questi ci piace citare lo stesso Marco Fornaciari, il suo maestro Corrado Romano, il compositore Salvatore Sciarrino e, particolarmente, Faina Burdo, una signora ultraottantenne che può essere considerata l’ultima erede della prestigiosa scuola violinistica russa iniziata da Leopold Auer.

Da cinque anni il Festival Musicale Piceno, allo scopo di promuovere l’attività principale di Falerone, organizza a Porto San Giorgio le “ALBE MUSICALI”, una manifestazione costituita da piccoli concerti tenuti sulla spiaggia al sorgere del sole. L’iniziativa ha riscosso un successo incredibile, attirando un pubblico oscillante tra le 400 e le 1000 presenze a concerto.

Da tre anni, inoltre, abbiamo dato vita ad un nuovo progetto, il FESTIVAL DELLE COLLINEnella speranza di aggregare altre manifestazioni simili alla nostra e di portare, così, sempre nuova linfa al festival faleronese, che nel 2014 ha celebrato la XXIII edizione e non ha proprio intenzione di gettare la spugna! Per concludere, un elenco, non completo, dei musicisti che hanno suonato al Festival di Falerone e che qui hanno lasciato un po’ della loro arte, portando via con sè un bel ricordo della nostra città:

Violoncellisti:Luigi Piovano, Marin Cazacu, Giorgio Fiori, Claudio Marini, Federico Bracalente

Fiati: Mauro Maur, Carlo Failli, Mario Caroli, Francesco Di Rosa, Fabrizio Meloni, Claudio Gonella, Luca Benucci, Michele Marasco, Federico Paci, Massimo Mazzoni, Dante Milozzi, Federico Mondelci, Igor Armani

Bandoneon: Daniele di Bonaventura

Chitarra:Pietro Antinori, Luca Lucini, Claudio Marcotulli, Luigi Puddu

Violino: Alessandro Perpich, Enzo Porta, Walter Daga, Marco Fornaciari, Marcello Defant, Dora Bratchkova, Leonardo Cella

Pianoforte: Lucia Passaglia, Gino Brandi, Gloria Campaner, Fausto Bongelli, Antonio Ballista, Aldo Orvieto, Pierluigi Camicia, Piero di Egidio, Fabio Bidini, Massimiliano Motterle…

Canto: Rossella Marcantoni, Maura Menghini, Anna Maria Braconi, Stefania Donzelli, Paulo Abel do Nascimento

Il pubblico presente ad un concerto tenuto nella chiesa di San Fortunato

Il pubblico presente ad un concerto tenuto nella chiesa di San Fortunato

Da non dimenticare la componente fondamentale del Festival Musicale Piceno: il pubblico, affettuoso, caldo e che non delude mai.