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Torre di Palme chiesa S. Maria a m 150

Fermo, Torre di Palme: Chiesa di Santa Maria a Mare

Secolo XI; con affreschi di Sigismondo Nardi

La chiesa di S. Maria a mare venne costruita intorno all’XI secolo dagli Eremiti di S. Agostino che avevano il loro convento nell’attuale casa parrocchiale. I monaci, il cui ordine ebbe il riconoscimento canonico solo nel 1300 da papa Bonifacio VIII, nel 1188 ricevettero da Clemente III privilegi e proprietà confermate nuovamente nel 1264 dalla bolla pontificia di Urbano IV. La struttura stessa della chiesa fu in qualche modo legata alle vicende storiche dell’ordine agostiniano. Le ristrutturazioni murarie si ebbero tutte dal secolo XVI in poi, dopo che nel 1516 con una <<litera in forma brevis>> papa Leone X soppresse il convento legando la chiesa di S. Maria a mare con tutte le sue proprietà al Capitolo Metropolitano di Fermo. Con l’allontanamento degli Eremiti iniziò la decadenza della chiesa ed anche il convento restò inutilizzato dal momento che il vicario inviato da Fermo per amministrare i beni della chiesa risiedeva nel palazzo priorale.
La chiesa, costruita a pianta rettangolare e senza abside, conserva attualmente della struttura originaria integro l’intero transetto che, sopraelevato di qualche gradino rispetto al piano delle navate, si svolge dietro un arcosoglio a tre arcate leggermente a sesto acuto sormontate da una serie di archetti ciechi. Sorreggono l’arco centrale due colonne con basi e capitelli diversi: in romanico cubico quello di destra, con foglie di acanto fortemente schiacciate quello di sinistra.
Ciò induce a pensare che la chiesa venne costruita con materiale di recupero di un edificio sacro preesistente.
Un intervento pesante di restauro che in un certo senso denota lo stato di abbandono della chiesa si rese necessario nel 1782. La Reverenda Camera Apostolica affidò la direzione dei lavori a Pietro Augustoni. In questa occasione venne restaurato il tetto, sostituite le capriate, consolidate tutte le mura perimetrali. Fu pure restaurato il campanile e la cuspide a cartoccio tipica delle chiese agostiniane che solo due anni dopo a causa di un fulmine fu dichiarato pericolante per cui si rese necessario un nuovo intervento di restauro. La cuspide fu sostituita con l’attuale copertura a padiglione.
Fino al 1871 si accedeva alla chiesa da una porta posta sul lato ovest attraverso un’area riservata al cimitero che, coperta, venne integrata al sacro edificio.
Questo spazio, del quale vennero lasciate le mura di cinta, corrisponde attualmente alla stanza posta alla destra della bussola d’ingresso, già esistente, si apriva su una parte dell’orto della pievania che nel 1877 fu espropriata per ampliamento della piazza.
Nel 1912 la Chiesa di S. Maria a Mare fu nuovamente restaurata da Sigismondo Nardi “il quale con pitture e decorazioni omogenee, si propose di richiamare l’intera chiesa all’epoca primitiva del secolo XIV di cui rimane nell’abside qualche affresco di pregio”. All’interno la copertura a falde fu coperta con volte a crociera le cui costole sottolineate da fregi in stucco poggiano su colonne con capitelli corinzi, dividendo lo spazio originario nelle tre attuali navate. Le vele della crociera della navata centrale furono dipinte a mezzo-affresco con le immagini delle Virtù Cardinali e Teologali in cielo stellato opera dello stesso Nardi.
Un’ultima sistemazione la Chiesa la ebbe nel 1962. I lavori furono condotti dall’Ingegner Breccia Fratadocchi. In questa occasione il pavimento fu coperto con piastrelle in cotto mentre i gradini con lastre di travertino. Vennero restaurati gli affreschi e trovarono pure in questa occasione una sistemazione all’interno della chiesa degli interessanti reperti certamente risalenti all’epoca della costruzione della chiesa e dell’annesso convento: come un pozzo monolitico in pietra, un bellissimo frammento di pluteo lavorato a basso rilievo schiacciato con motivi a nastri incrociati.

Emilio Properzi

Da “Torre di Palme” di Emilio G. Properzi – Il Segno Editrice