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Torre di palme scorcio fiorito

Fermo, Torre di Palme: altre opere architettoniche

La chiesa di San Giovanni Battista – Ex convento di Santa Maria a Mare – Palazzo Priorale – Facciata ex convento di S. Agostino – Oratorio di S. Rocco

Chiesa di san Giovanni

Chiesa di san Giovanni

La chiesa di San Giovanni Battista

La chiesa di San Giovanni Battista è tra gli edifici più antichi di Torre di Palme. L’edificio presenta una tipologia che ricorda una architettura povera, nata quasi spontaneamente, costretti ad utilizzare materiali di edifici preesistenti.
La semplicità dell’intera costruzione a pianta rettangolare con copertura a falda contrasta con la ricercatezza della cornice che corre nel sottotetto. Sulla facciata, più alta rispetto al corpo dell’edificio, si apre una porta ad arco sormontata da una cornice ed una croce greca e sopraelevata di due gradini rispetto il piano strada. Nella parete sud si aprono, fortemente strombate all’esterno, due finestre ad arco molto strette, una terza di proporzioni maggiori si apre al centro di una lesena sporgente.
Nel 1930 denominata “oratorio di S. Giovanni Battista”, venne dedicata ai caduti in mare. Internamente venne rifatto il pavimento a mattoni e l’altare in travertino, esternamente venne chiusa una finestra e venne restaurato il fregio, secondo i canoni del restauro di quel periodo, in cemento sopra la porta d’ingresso con motivi geometrici e due testine femminili.

Portale

Portale

Ex convento di Santa Maria a Mare, ora casa parrocchiale

L’edificio del convento della chiesa di Santa Maria a Mare è molto arretrato rispetto alla facciata originaria della chiesa stessa e, dalla mappa catastale del 1817, si ricava che l’edificio è mancante del portico.
Molto più della chiesa, l’edificio adiacente ha subito nel corso degli anni notevoli modifiche sia esterne che interne.
Dalle notizie di archivio si comprende come la sua datazione risulti precedente al XII secolo e come la sua destinazione originaria sia stata quella di convento dei Canonici agostiniani.
E’ a questo convento che fanno riferimento i due documenti di Clemente III del 1188.. A seguito della scissione l’Ordine eremitano si spostò poi nel convento costruito presso la chiesa di Sant’Agostino.
L’edificio, non più abitato, probabilmente danneggiato dal terremoto del 1703, iniziò da allora una lenta decadenza.
Fino al 1877, l’orto del convento occupava l’intera piazza antistante (ora piazza Lattanzi) inglobando anche l’oratorio di San Rocco.
La costruzione raggiunse la sua definitiva sistemazione nel 1962.

Facciata palazzo Priorale

Facciata palazzo Priorale

Palazzo Priorale

Il cosiddetto Palazzo Priorale fu costruito verso la fine del XV secolo a pianta rettangolare, conserva tuttora gran parte della struttura originaria anche se nel corso degli anni subì numerosi ritocchi per adattarsi alle mutate vicende politiche. Indicato in un primo momento come palazzo della Sacra Congregazione, divenne palazzo priorale; sicuramente questa trasformazione coincise con i primi restauri avvenuti nel 1617.
Esso è un edificio in pietra e mattoni a tre piani, nella cui facciata, più alta rispetto al corpo della costruzione, vi sono inseriti un orologio ed un piccolo campanile a cornacchia.
Si evince che la forma delle finestre che precedentemente era ad arco, fu in seguito modificata come pure la porta d’ingresso, che oggi è inserita in un paramento ad arco a tutto sesto. Un tempo l’edificio presentava una loggetta dipinta da Giacomo ed Orfeo Presutti da Fano. La loggetta immetteva pure al forno comunale, locale oggi completamente ristrutturato.
Nel 1750 fu aperta una gara d’appalto “per riattare l’edificio”. Tra il 1754 ed il 1757 subì una ulteriore ristrutturazione, le ultime modifiche risalgono al periodo che va tra il 1823 ed il 1839.
Dopo il passaggio dallo Stato Pontificio al Regno d’Italia, Torre di Palme divenne frazione di Fermo e da allora l’edificio è la sede degli uffici amministrativi della frazione.

Facciata ex convento di S. Agostino su via C. Crivelli

La chiesa ed il convento di Sant’Agostino furono costruiti tra il XIV ed XV secolo, dopo la scissione dell’ordine Agostiniano e divenne la sede dell’ordine mendicante.
L’edificio, con pianta a forma di L, è unito a sud alla chiesa di Sant’Agostino.
Esternamente non presenta particolari di rilievo. Costruito a più piani segue la pendenza del terreno e si presenta come una compatta costruzione in mattoni. A nord si alleggerisce con un porticato ad archi non uguali.
Le notizie di tale edificio sono andate perdute. Si sa solo che, soppresso il convento, divenne proprietà del vescovo di Fermo e dal 1810 ospitò il parroco di San Giovanni Battista.
Completamente restaurato è ora una delle residenze estive del vescovo di Fermo.

Oratorio San Rocco

Oratorio San Rocco

Oratorio di S. Rocco

L’attuale oratorio di San Rocco, sorto probabilmente con funzione di chiesa, è situato davanti alla chiesa di Santa Maria a Mare a cui era unito dall’orto, espropriato nel 1877. Il piccolo edificio, in pietra e mattoni, è a pianta rettangolare con una piccola abside semicircolare ed un campanile a cornacchia sul lato est.
Inserita nell’architrave dell’ingresso principale è una lapide con la data MDXXIII sormontata dallo stemma dell’arcivescovo di Fermo. La data è senz’altro da riferirsi ad una probabile sistemazione o ricostruzione dell’edificio distrutto parzialmente a seguito del terremoto. Per tecnica e materiali usati mostra di essere stato costruito, quasi contemporaneamente alla chiesa di Santa Maria a Mare. Nei documenti di Clemente III e Urbano IV non viene nominato tra le proprietà del convento probabilmente si trattava di un ex-voto o di una costruzione ospitaliera trasformata in chiesa. Il Serra afferma che nella chiesa vi fosse una tavola dipinta con le figure della Madonna, del Bambino e di quattro Santi, tra cui San Rocco. Questo quadro, che nel 1851 risulta tra gli oggetti appartenenti alla confraternita del SS. Sacramento, nel 1886 viene citato in una lettera del parroco di Santa Maria a Mare come dipinto in pessimo stato di conservazione.

Emilio Properzi

Da “Torre di Palme” di Emilio G. Properzi – Il Segno Editrice