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Quercia del Cugnolo

Fermo, grande exploit della Quercia del Cugnolo

Roverella (quercus pubescens) – Loc. Autostrada A14
Circ. m. 3,70 ?
Altezza m. 18
Chioma m. 35,00
Età anni 200 circa

Dopo che una mente, la cui cattiveria era superata solo dalla sua imbecillità, aveva fatto sparire la Quercia di Villa Lattanzi, sembrava che il Bosco del Cugnolo, area protetta in comune di Fermo nei pressi di Torre di Palme, non potesse più vantare alcun albero monumentale. Invece, una dozzina di anni fa scoprivo che un’altra quercia ne avrebbe potuto prendere il posto. La ragione per la quale potrebbe essere sfuggita alle attenzioni di quanti si recano al Cugnolo per studio o per diletto era che da diversi decenni la pianta era stata acquisita dall’A.N.A.S., cioè da quando negli anni Sessanta si era dato inizio ai lavori per costruire l’Autostrada A/14. La quercia, infatti, era stata inglobata nella fascia delimitata da recinzione di competenza dell’Autostrada. Sotto di essa c’è un’area di parcheggio. A circa 50 metri di distanza, c’è il dirupo alto una cinquantina di metri lanciandosi dal quale gli sfortunati Antonio e Laurina, nel dicembre del 1911, conclusero la loro infelice e tragica storia d’amore. Sopra lo stesso dirupo, oggi i visitatori vanno a trovare la Grotta degli Amanti, dove gli sventurati ragazzi avevano trascorso gli ultimi tre giorni della loro vita, prima del folle gesto.

Quando la scoprii, il fusto misurava solo m. 3,70 di circonferenza, ma la chioma era uno splendido ombrello di 32,5 metri di diametro, uno dei primi cinque fra le querce marchigiane.
quercia cugnolo oggiIeri, transitando di lì, ho voluto fermarmi un momento con Ottavio Mozzoni per mostrargli la quercia. Insieme abbiamo rimisurato l’estensione della chioma e la cifra ricavata è impressionante: 35 metri! Con questa misura, la quercia si colloca al secondo posto fra le querce marchigiane, dietro i 37 metri della quercia “Pierigè”. Proiettata in ambito nazionale, essa si lascia dietro molte querce che vanno per la maggiore, come la Quercia di Nottoria, eguaglia la Vallonea di Tricase, e tallona da presso giganti come il Cerro di Scandriglia, il Quercione delle Checche, la Roverella di Montopoli e la Quercia delle Streghe.
La quercia avrebbe bisogno di una radicale pulizia di tutta l’edera che ormai l’avvolge fino a un terzo dell’altezza e dell’eliminazione di alcuni piccoli rami secchi. E’ quello che Ottavio Mozzoni proporrà all’A.N.A.S. Persone sensibili alle tematiche ambientali esistono in ogni categoria; si spera che ce ne siano fra i dirigenti della Direzione Autostrade.

                                                                                                                                                                                                  Valido Capodarca