Monte Rinaldo → Architettura

santi leonardo e Flaviano a Monte Rinaldo

Monte Rinaldo, chiesa parrocchiale dei Santi Leonardo e Flaviano

Da “Monte Rinaldo” di Settimio Virgili

22 Monte Rinaldo chiesa parrocchiale san leonardo e flaviano e porta v emAncora oggi il luogo di culto più importante di Monte Rinaldo è quello dei Santi Leonardo e Flaviano anche se l’edificio sacro è di gran lunga meno imponente e monumentale della chiesa della Misericordia. Esso è stato per diversi secoli di libera collazione episcopale e in molti atti ufficiali viene connotato come pievania. In alcuni documenti si dice inoltre che fosse stato eretto nel 1100, ma tali notizie storiche risalgono ad un recente passato e pertanto non costituiscono prove inconfutabili.

E’ certo, invece, che in antico c’erano nel paese due chiese distinte, una dedicata a San Leonardo e l’altra a San Flaviano e che l’unione dei due titoli è avvenuta nel XVI secolo. Ed è altrettanto certo che quella di San Flaviano esisteva e risultava officiata nel 1299, in quest’anno, infatti, il parroco pagò regolarmente i tributi dovuti alla curia fermana.
Probabilmente nel 1100 c’era solo questo luogo di culto, non lontano dal quale, come sopra abbiamo ipotizzato, si estendeva il primitivo castello di Monte Rinaldo.

Nel XVI secolo

L’edificio sacro intitolato ad entrambi i santi è oggi ubicato al di sopra della porta denominata di Vittorio Emanuele II; nei documenti relativi a Monte Rinaldo esso comincia ad essere connotato come chiesa dei Santi Leonardo e Flaviano a partire dal 1573, anno in cui fu eseguita nel paese la visita apostolica di mons. Maremonti. Nel 1561, come sopra si accennava, esistevano invece in prossimità del centro abitato due luoghi di culto separati: uno dedicato a San Leonardo e l’altro a San Flaviano. Ma la struttura di quest’ultimo edificio sacro si presentava all’epoca fortemente lesionata, tant’è vero che l’arcivescovo di Fermo Lenti ne decretò il consolidamento o, in alternativa, la demolizione.
Dodici anni dopo l’emanazione di tale decreto le autorità ecclesiastiche del paese non avevano ancora dato seguito alle indicazioni espresse dal presule, avevano, però, deciso di trasferire il titolo di San Flaviano nella chiesa di San Leonardo che da questo momento in poi diventerà la parrocchiale di Monte Rinaldo e sarà dedicata a entrambi i santi. Al momento di eseguire la traslazione il parroco e l’amministrazione comunale di allora non decisero la demolizione dell’antico edificio sacro dedicato a San Flaviano, ma provvidero a consolidarne la struttura edilizia ed esso è continuato ad esistere fino ai giorni nostri assumendo però altri titoli: prima fu chiamato di Santa Maria del Soccorso e successivamente del S.mo Crocifisso.

Nel XIX secolo

Nelle prime decadi dell’ottocento all’interno della chiesa parrocchiale esistevano 5 altari, poi, a seguito di gravi lesioni evidenziatesi sul tetto, furono eseguiti dei lavori di ristrutturazione, in tale occasione gli altari vennero ridotti a tre. Fu l’Arcivescovo di Fermo Gabriele Ferretti a ordinare il rifacimento del tetto e le necessarie modifiche strutturali della chiesa. Egli, infatti, nel 1841 in visita al paese diede alle autorità locali il tempo di tre anni per il consolidamento della fatiscente costruzione. Ma nel 1844, il nuovo arcivescovo De Angelis constatò che il decreto del suo predecessore era stato disatteso; di ciò chiese spiegazione al parroco di Monte Rinaldo, il quale si giustificò dicendo che non aveva fondi per finanziare l’opera edilizia e che non spettava solo a lui sostenere le spese per la ristrutturazione: anche il Comune, infatti, in quanto comproprietario, avrebbe dovuto concorrere ai pagamenti.
Le prime decadi dell’Ottocento, caratterizzate dalla scarsità dei raccolti agricoli e dal diffondersi di gravi malattie, furono segnate da una diffusa crisi economica che investì in particolar modo i piccoli centri. Tuttavia, nonostante le ristrettezze finanziarie, le autorità monterinaldesi e l’intera popolazione, con grandi sacrifici e rinunce, riuscirono a reperire le risorse necessarie per iniziare i lavori che si protrassero inevitabilmente per lungo tempo: durante questo periodo fu la nuova chiesa della Misericordia ad accogliere i fedeli.
I cinque altari esistenti all’interno della parrocchiale dei santi Leonardo e Flaviano erano:
l’altare maggiore abbellito e indorato dal decoratore Tommaso Morelli sui cui capitelli era rappresentato lo stemma del Comune, che ne era comproprietario e che insieme al popolo sosteneva le spese per la manutenzione;
l’altare dedicato a Gesù e a Maria, posto in cornu evangelii, le cuiimmagini erano raffigurate nel quadro soprastante;
quello di San Martino papa; quindi in prossimità dell’acquasantiera l’altare di San Carlo e infine in cornu epistolae, contiguo alla balaustra del presbiterio, quello di Sant’Antonino e delle anime purganti.
Dopo i lavori di ristrutturazione e consolidamento del tetto, come già detto, gli altari furono ridotti a tre: furono eliminati quelli di San Martino e di San Carlo.
La chiesa aveva un suo campanile in cui erano presenti tre campane: la più grande di 1000 libre era di proprietà del Comune che provvedeva alle spese di manutenzione; un’altra di circa 400 libre e infine la più piccola di 40 libre.
Nel 1891 fu eseguita una nuova ristrutturazione. Il parroco di allora, don Luigi Rossi, constatate le lesioni strutturali presenti sui muri e sul tetto dell’edificio sacro, scrisse all’arcivescovo di Fermo mons. Amilcare Malagola segnalando la necessità di consolidare e restaurare il luogo di culto. Informava il presule di essere intenzionato a far eseguire i lavori edilizi, per i quali era stato preventivato un costo di 4000 lire, durante la primavera di quello stesso anno. Inoltre dichiarava di poter al momento disporre soltanto di 2670 lire e pertanto chiedeva all’arcivescovo l’autorizzazione a reperire il denaro mancante innalzando a 2 lire il costo di ciascuna Messa per le anime del purgatorio. Mons. Malagola in una perentoria risposta del 17 marzo invitava i sacerdoti di Monte Rinaldo, intenzionati ad aderire all’iniziativa, a rilasciare esplicite dichiarazioni scritte nelle quali dovevano esprimere la loro disponibilità a finanziare i lavori edilizi devolvendo una parte dei ricavi ottenuti dalle Messe, senza però aumentarne le tariffe. Qualora, infatti, essi avessero maggiorato il costo del rito religioso, sarebbero potuti incorrere nella scomunica prevista dalla disposizione papale contenuta nella Latae sententiae

chiesa parrocchiale dei Santi Leonardo e Flaviano

chiesa parrocchiale dei Santi Leonardo e Flaviano

Nel XX secolo

La chiesa oggi ha un solo altare e non ha più il campanile. A tale trasformazione edilizia si è arrivati probabilmente nel 1930, infatti il 25 febbraio di questo anno il parroco pro tempore Vincenzo Silenzi espose all’arcivescovo il deplorevole stato in cui versava la chiesa: in una accorata missiva evidenziava che il tetto risultava fortemente lesionato soprattutto in prossimità della torre campanaria e chiedeva di poter eseguire i lavori di consolidamento. Fu dunque approvato un progetto tendente a rimuovere le cause che avevano determinato tali inconvenienti; la cui attuazione comportò l’eliminazione di due altari e del campanile.
La chiesa parrocchiale aveva sue proprietà, consistenti in appezzamenti di terreno e abitazioni, nelle contrade Montorso, Sant’Andrea, San Martino, Indaco101, da Bora, Varano, del Colle, Flaviano, Castagneto, Castelletta e Terra Vecchia.

Settimio Virgili

Da “Monte Rinaldo” di Settimio Virgili