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Chiesa di santa Maria del Soccorso

Chiesa di santa Maria del Soccorso

Incerta è la data di costruzione dell’attuale chiesa di Santa Maria del Soccorso, chiamata anticamente Santa Maria delle Grazie. Sappiamo che tale edificio sacro viene ricostruito quasi completamente nel 1450, in sostituzione della scomparsa Santa Maria delle Grazie, ubicata al di fuori delle mura cittadine. Della sua ubicazione al di fuori delle mura è fatta esplicita menzione nell’inventario della Confraternita del Santo Spirito e Sacramento del 1772, dove si legge che Santa Maria delle Grazie è suburbana.
La chiesa originaria ha dimensioni minori rispetto alle attuali. L’edificio viene ingrandito nel 1585, come ricorda un’iscrizione posta al lato dell’ingresso principale, e nuovamente nel 1759, anno a cui risale il campanile.
Nel XVII secolo la chiesa non è più suburbana, ma sta “dentro il luogo murato accresciuto di case da qualche secolo in qua detto Borgo”. Nel 1956 viene allungato il presbiterio e costruita la cappellina della Madonna.

Chiesa di santa Maria del Soccorso, campanile

Chiesa di santa Maria del Soccorso, campanile

La chiesa ha una pianta a croce greca e al suo interno conserva, in una cappella laterale, i resti di un affresco raffigurante Santa Maria delle Grazie e i santi Gerolamo e Maria Maddalena, pertinente alla decorazione dell’originaria chiesa omonima, poi andata distrutta. L’opera, databile al 1323, è realizzata da un monaco benedettino, Giacinto di Morro di Valle, che esegue anche gli affreschi della chiesa rurale di Sant’Angelo della Rocca. Nell’inventario della Confraternita del Santo Spirito e Sacramento del 1772, si legge infatti: “In detta chiesa anticamente vi era un solo altare con l’effige principale della Beatissima Vergine delle Grazie dipinta al muro con altre effige d’intorno di S. Girolamo e Santa Maria Maddalena”.

Già nel 1728 gli altari sono tre e quello maggiore è ornato da una tavola così descritta nell’Inventario di quell’anno della Confraternita del Santo Spirito e Sacramento: “il quadro dipinto in tavola antico con figure della Madonna SS.ma che tiene in braccio il Bambino, di S. Girolamo, di S. Sebastiano, di S. Francesco, e d’un altro santo Vescovo, con cornice dorata di legno attorno esso quadro coll’effige di S. Francesco dipinto nella muraglia a cornu epistole, e di S. Antonio a cornu evangeli, con altre pitture diverse in ambedue i lati, con un cielo di sopra di legno lavorato e dipinto, con croce in mezzo e Spirito santo stemma di essa Compagnia”

Oltre a tale pala d’altare, olio su tavola 182×150, del 1510, attribuita a Vincenzo Pagani e raffigurante la Madonna in trono con Bambino e i santi Girolamo, Sebastiano, Francesco ed Agostino (?), tra le opere degne di nota nella chiesa, ricordiamo, inoltre, una Sacra Conversazione, di Giuseppe Liozzi, tela (190×135 cm) con cornice dorata, che originariamente è pala d’altare della chiesa di Santa Maria della Sanità, ubicata in località Cisterna, ma ora quasi completamente distrutta.

 

Chiesa di santa Maria del Soccorso

Chiesa di santa Maria del Soccorso

A sinistra dell’altare, un’opera di Carlo Maratta: Madonna del Carmine e i santi Antonio di Padova, Francesco, Apollonia, Lucia e Luigi XII re di Francia.  Quest’ultimo protettore dell’ordine dei frati minori devoti alla Madonna del Carmine. Un omaggio a tale re, patrono delle confraternite, si ritrova sulla sommità del campanile dove è posta la Croce dei Lorena, alla cui famiglia Luigi IX appartiene.

All’interno della chiesa sono conservati inoltre:

-una pregevole Via Crucis di scuola romana, opera di Sebastiano Conca di Gaeta;
-un fac simile della Bibbia aurea di Borso D’Este eseguita per il duca d’Este tra il 1455 e il 1461;

-vetrate in mosaici policromi istoriate;

-arazzi posti ai lati dell’altare, provenienti dalla Reggia di Caserta e acquistati all’asta;

-un mosaico in oro che corre lungo il cornicione interno, con scritta riportante i versi del XXXIII canto del Paradiso di Dante: “Donna sei tanto grande e tanto vali, che qual vuole grazie e a te non ricorre, sua devianza vuol volare senz’ali. La tua benignità non pur soccorre a chi domanda, ma molte fiate liberamente al dimandar precorre. In te misericordia, in te pietate, in te magnificenza, in te s’aduna quantunque in creatura è di bontate”;

-organo del 1751 costruito da Giuseppe Attili.

Giusy Scendoni