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Chiesa di san Pietro e san Silvestro a Montelparo

LA CHIESA DEI SANTI PIETRO E SILVESTRO A MONTELPARO HA RIVISTO FINALMENTE LA LUCE!

Chiesa Ss. Pietro e Silveestro

Chiesa Ss. Pietro e Silveestro

Dopo secoli di mortificante chiusura e utilizzi squalificanti, uno dei monumenti più preziosi del paese con i suoi affreschi, torna nelle disponibilità della popolazione, ma non solo! Per l’occasione è stato presentato il libro “MONTELPARO PICENA, Chiostri e Monumenti” che è stato curato da CLAUDIO MAGGINI (Funzionario-Storico dell’Arte della Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici delle Marche). Egli, per l’occasione, oltre a dire la sua su diversi argomenti, ha fatto anche da moderatore. Hanno preso la parola anche: MARINA MICOZZI (dell’Università della Tuscia di Viterbo), LETIZIA FERRACUTI, ANTONIO LAZZARI e EDOARDO TEMPESTILLI. Ha introdotto il Sindaco di Montelparo Marino Screpanti. Anche il priore-parroco di San Michele Arcangelo di Montelparo, padre Agostino Maiolini, ha voluto dare un saluto e un ringraziamento. La preparazione e i ritocchi dell’ultim’ora sono stati curati con grande attenzione e abnegazione dall’assessore Federico Antolini.
La partecipazione della popolazione all’evento è stata particolarmente numerosa e sentita. I complimenti degli addetti culturali si sono sprecati per questo piccolo ma frizzante e bellissimo paese! “Forse voi vi siete abituati a tutto questo che avete intorno e non ve ne rendete conto: abitate un paese stupendo e pieno zeppo di storia!” Ha detto con entusiasmo Marina Micozzi (dell’Università degli Studi de la Tuscia di Viterbo) dopo aver intrattenuto il pubblico circa le numerose tombe ritrovate in Contrada Cortaglie. “Una scoperta incredibile è stata per me la Chiesa di Santa Maria in Camurano: è a poche centinaia di metri dal centro abitato, ma vale la pena di conoscerla per i suoi meravigliosi affreschi e per i suoi spettacolari interni!” Mentre Claudio Maggini, tra l’altro, rivelava i perché della prolungata chiusura della Chiesa di San Michele Arcangelo: “Nell’apertura di una membrana che divideva la Chiesa da un corridoio laterale, sono venuti alla luce nuovi ed importantissimi affreschi risalenti a diversissime epoche storiche! Il fermo è stato obbligato dall’esigenza di non mandare in frantumi reperti che si sono rivelati fragilissimi! Ci si sta lavorando con cautela e usando ogni tecnica che li preservi!”.
Altra storica serata per Montelparo!

 

La Chiesa dei Santi Pietro e Silvestro a Montelparo, sabato 25 aprile 2015 alle ore 17,00, ha riaperto i battenti dopo secoli di oscurità!
Anche qui, dal nulla, sono tornati a risplendere preziosi affreschi grazie al lavoro dell’artista-restauratore Andrea Simoni e della sua collaboratrice, l’artista montelparese Ludovica di Santo!
I preziosi e storici locali saranno destinati, dall’Amministrazione Comunale di Montelparo (che ne ha ottenuto il comodato d’uso dalla Diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone e Montalto delle Marche), a SEDE DEL MUSEO ARCHEOLOGICO COMUNALE. Ma sarà, questo, anche un ottimo luogo per incontri letterari, musicali e artistici in genere!
Tanto è stato possibile grazie ai fondi concessi dalla Comunità Europea e dalla Regione Marche.

 

Il Dottor Claudio Maggini, della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici delle Marche e competente sui Comuni del Territorio della Provincia di Fermo ha presentato, per l’occasione, il volume “MONTELPARO PICENA: CHIOSTRI E MONUMENTI”. Il testo contiene i contributi del Dottor Edoardo Tempestilli di Fermo, della Professoressa Marina Micosi (dell’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo), dell’Architetto Tiziana Maffei di San Benedetto del Tronto, del Dottor Antonio Lazzari di Grottammare e della Dottoressa Letizia Ferracuti di Montelparo.
La chiesa di San Pietro Martire a Montelparo, con annesso ex-monastero femminile, era proprietà, alla fine del XIII secolo (1286), del monastero femminile di Sant’Angelo Magno di Ascoli Piceno che vi trasferì il titolo della Parrocchia rurale di San Pietro di Roncone.
La facciata è aperta da portale ad arco a tutto acuto del XIV secolo (periodo nel quale probabilmente la costruzione fu restaurata). Dal diverso stile di muratura del prospetto si può affermare che l’edificio fu rialzato forse nel XVIII secolo data anche la presenza, nella facciata, di una finestra rettangolare (in quell’epoca erano aperte finestre simili per dare più luce all’interno).
Durante quei lavori furono probabilmente realizzate le capriate lignee che adesso coprono l’aula unica della chiesa. Esse, forse, sono andate a sostituire una copertura a volta a botte.

Montelparo, all’epoca, era anche chiamato “Magnifica Communitas” per le nobili famiglie che vi risiedevano, per le costruzioni, per i condottieri e per i tre monasteri: Benedettino, Agostiniano e del Terzo Ordine Francescano (quest’ultimo risalente al 1259).
A Montelparo, le religiose di Sant’Angelo Magno (che ad Ascoli Piceno erano potenti e molto influenti) possedevano case e terreni e le due chiese di S. Pietro e S. Silvestro, poi unificate. Erano protette da re e imperatori e le loro badesse godettero anche dei titoli di contesse e baronesse. Il loro potere terminò con una bolla di papa Paolo II del 12 agosto del 1460. Il monastero passò così, nel 1555 ai Padri Olivetani che vi trasferirono, a loro volta, anche il titolo della Chiesa Parrocchiale Rurale di San Silvestro di Poggio Fantolino, come documenta una scritta dipinta sopra all’altare maggiore.

Giuseppe Mariucci