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Chiesa di San Giovanni Battista a Monte Giberto

XII Secolo

Chiesa di San Giovanni Battista

Chiesa di San Giovanni Battista

Si è detto che nel territorio di Monte Giberto nel secolo XIII sono segnalate tre chiese con il titolo di S. Giovanni, ciascuna con un toponimo che la distingue dalle altre: S. Giovanni di Casale, S. Giovanni di Fageto (o Faveto) e S. Giovanni di Monte Giberto. Dato che la prima sorgeva in contrada Campo Casale, ai confini con Collina, e l’altra quasi sicuramente in contrada Colle S. Giovanni, se ne deduce che la terza si deve identificare con l’attuale chiesa di S. Giovanni Battista, situata dentro il Castello, come confermano espliciti documenti.
La dedicazione al santo precursore non sorprende in area abitata da longobardi, i quali ne hanno promosso il culto fin da tempi remoti. Si pensi solo a Teodolinda, regina dei longobardi (+625), che nella diocesi di Milano volle due chiese dedicate a S. Giovanni Battista.
La prima notizia di questa chiesa si ha nelle Rationes decimarum, dove si legge che il cappellano don Guglielmo paga una prima volta 27 soldi e 6 denari, una seconda volta 18 soldi e 9 denari e una terza volta 30 soldi.
Nell’inventario di questa chiesa di S. Giovanni Battista redatto nel 1728, prima della sua demolizione avvenuta intorno al 1770, si legge, come già si è detto: “E volgare credenza che dalla demolizione di un’altra antica chiesa di campagna dedicata pure a S. Giovanni Battista, ne sortisse il suo principio la presente”.
L’autore dell’inventario pensa che l’antica chiesa sia quella di S. Giovanni posta sull’omonimo “Monte”. L’ipotesi è inaccettabile, perché nel 1290-1292 le Rationes decimarum segnalano come esistenti contemporaneamente tutte e tre le chiese di S. Giovanni, l’una indipendente dall’altra. E’ impossibile quindi che l’una sia sorta dall’altra.
Non è escluso che l’anonimo autore dell’inventario del 1728 raccogliesse un’eco vaga della possibile ricostruzione nel Castello di Monte Giberto dell’antica e distrutta chiesa di San Giovanni di Casale. E verosimile, comunque, come scrive il Franchellucci nell’inventario del 1771, che le due chiese rurali di S. Giovanni, come altre dello stesso territorio, alla loro scomparsa venissero aggregate e unite a questa chiesa parrocchiale di S. Giovanni Battista, situata dentro il Castello.
Lo stesso Franchellucci considera questa chiesa “la più antica nell’essere parrocchiale”. Ciò può essere avvalorato dal fatto che, secondo lo stesso inventario, nell’archivio della sagrestia, fra gli altri, figurava un “libro lungo dei battesimi principiato circa il 1370 e terminato nel 1628″.
La data 1370 – se non si tratta di un errore di trascrizione da parte del Franchellucci, come vien da sospettare (1570?) – starebbe a confermare una rimarchevole antichità della sede parrocchiale nella chiesa di S. Giovanni Battista.
Il Franchellucci, poi, si prova a individuare alcuni “indizi” dell’antichità di questa chiesa e cioè: il numero di alcuni curati della stessa, precedenti al 1572; l’originaria struttura dell’edificio che appariva “con poca uniformità ed affatto senz’ordine”; la data 1443 relativa alla fusione della campana; la tavola di Carlo Crivelli, eseguita, secondo altre fonti, come si dirà più avanti, nel 1478; e le “pareti della chiesa dipinte sotto l’incrostatura [….] ad uso antico”.
Per tutto questo, può concludere: “Non si andrà lontano dal vero se si crederà questa chiesa coetanea al medesimo Castello”.
Fin dal 1408 è segnalato in questa chiesa un altare dedicato a S. Giberto.
Infatti, il 6 giugno di quell’anno, il giusperito Arcangelo di Foligno, vicario del vescovo di Fermo Leonardo, facendo fronte alle pretese di alcuni, dispensò il pievano di Servigliano don Marino dal cumulo dei benefici, tra i quali compariva anche l’altare di S. Giberto nella chiesa di S. Giovanni a Monte Giberto.
Sembra che nel 1431 fosse rettore beneficiato di questa chiesa di S. Giovanni Battista il canonico fermano don Cicco, figlio del signore Antonio.
Nel 1450 nella chiesa di S. Giovanni Battista sono segnalati dall’inventario del Bonanni due altari di pertinenza della pievania di S. Maria Mater Domini di Ponzano: quello menzionato di S. Giberto e quello di S. Antonio.
Un inventario specifico fu redatto in quel 1450 per l’altare di S. Giberto.
Vi si legge, tra l’altro: “questo è l’inventario di tutte le cose mobili e stabili dell’altare di S. Giberto posto nella chiesa di S. Giovanni del Castello di Monte Giberto. Questo inventario segnala diversi beni in dotazione dell’altare di S. Giberto, come alcune case nel Castello, orti e numerosi appezzamenti di terra lavorativa nel territorio montegibertese. Ciò sta a indicare l’importanza dell’altare dedicato a questo santo, considerato Pater patriae, come si leggeva sotto la sua immagine dipinta nell’antica e distrutta chiesa.
La chiesa di S. Giovanni Battista non apparteneva alla pieve ponzanese, segno che aveva una sua importanza e una sua autonomia, le quali potevano derivargli forse anche dal fatto di essere un’antica parrocchia.
Un altro documento che interessa questa chiesa risale al 1573, nel quale si legge che il vicario del vescovo di Fermo (che era Felice Peretti, il futuro papa Sisto V), provvide alla nomina del rettore dell’altare di S. Giberto, perché nonostante che la collazione dell’altare spettasse al pievano di S. Maria Mater Domini, questi ne aveva perso il diritto per aver fatto trascorrere il tempo utile.
Si è già detto che alcune chiese rurali, alla loro scomparsa, furono aggregate alla chiesa di S. Giovanni Battista, dove furono dedicati altari e immagini ai loro antichi titolari. E ciò rende particolarmente importante questa chiesa che ebbe nei secoli anche cospicui beni, come risulta dagli inventari del 1728, del 1761 e del 1771.
Intorno al 1770 l’antica chiesa di S. Giovanni Battista fu abbattuta e su di essa è stata costruita la nuova, di elegante stile settecentesco con residui elementi barocchi. Ne offre una particolareggiata descrizione il citato inventario del 1771 che menziona l’altare maggiore e i quattro altari laterali, due per lato: del Crocifisso o di S. Giberto, del Carmine, di S. Martino e dei Ss. Margherita e Antonio.

Giuseppe Santarelli

da Monte Giberto: Origini e primo sviluppo (Secoli XI-XV) di Giuseppe Santarelli