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Chiesa di S. Fortunato a Falerone

Santo protettore di Falerone

Panorama di Falerone dal cimitero - sulla sinistra il campanile della chiesa di S.Fortunato

Panorama di Falerone dal cimitero – sulla sinistra il campanile della chiesa di S.Fortunato

Le prime tracce della presenza dei Francescani nel territorio faleronese risalgono ai primi anni del XII secolo quando essi subentrarono nella conduzione di una chiesuola dedicata a San Fortunato ubicata nel colle attualmente occupato dal Cimitero.
Probabilmente i Francescani si inurbarono dentro le mura del castello di Falerone negli anni 1282/ 87, iniziando la costruzione di un nuovo convento adiacente alla chiesa di S. Maria. Lucas Waddingus, negli “ANNALES MINORUM”, dice che nel 1352 la chiesa di S. Maria venne riconsacrata in onore del patrono faleronese S. Fortunato, anche se in un pilastro del coro è ancora visibile una iscrizione che indica l’anno 1351.

 

 

 

Vecchia foto dell'interno della chiesa di S.Fortunato

Vecchia foto dell’interno della chiesa di S.Fortunato

L’antica chiesa di San Fortunato edificata sul colle del cimitero e la chiesina rurale di San Pietro nell’omonima contrada dipendevano dal convento di San Pietro in Valle di Ferentillo: la prima ricostruita all’interno del paese passò nel 1526 sotto il controllo della Basilica Lateranense come è testimoniato dallo stemma posizionato sopra la porta d’ingresso.
Nel convento adiacente alla chiesa dimoravano nel 1620 ben 18 frati e negli anni tra il 1590 fino al 1713 e negli anni tra il 1765 fino al 1810 fu importante sede di Studio; notevoli lavori di restauro e sistemazione vennero eseguiti nel 1738, mentre il monastero fu rinnovato nel 1783.
Nell’abside poligonale ornata da un grazioso coro ligneo si può ammirare la pala d’altare attribuita al Maratta, rappresentante la Madonna con il bambino, S. Francesco inginocchiato e S. Paolino.
Nell’altare dedicato alla Immacolata Concezione di Maria si trova un prezioso dipinto che risulta essere la prima opera nelle Marche di Vittore Crivelli raffigurante la Madonna adorante il bambino.
Antonio di Pietro di Vico nel suo testamento del 1473 lasciò dei beni per l’erezione di un altare in onore di S. Fortunato con la condizione che godesse degli stessi benefici ed indulgenze previste per la basilica di S. Giovanni in Laterano.

Tela di D.Malpiedi

Tela di D.Malpiedi

L’altare realizzato nel 1619/20 con le elemosine della popolazione ed indorato dall’artista Bernardino Malacarne è arricchito dal quadro di Domenico Malpiedi di S.Ginesio datato 1620, che mostra il Vescovo Fortunato al centro, a sinistra il Beato Pellegrino misticamente assorto in preghiera, a destra il Beato Giacomo anche lui discendente dai signori di Falerone; nei quadri superiori sono rappresentati i miracoli operati da S. Fortunato e riportati da Papa Gregorio Magno nei “Dialoghi”; nei quadri inferiori sono illustrati altri miracoli.
Per la festa di San Francesco del 4 ottobre 1572 venne ultimata la costruzione di un organo da parte di Camillo Sabino di Lanciano. Di quest’organo di media grandezza sulla falsariga della tradizione organara italiana del ‘500, uguale a quelli realizzati a Ripatransone ed a Force, non vi è più traccia, ma è probabilmente il primo strumento realizzato in questa chiesa.
Attualmente è presente un organo costruito nel 1835 dall’organaro perugino Angelo Morettini, datato e firmato con un marchio sul piede della canna centrale, commissionato dal Guardiano del Convento dei Frati Minori Padre Angelo Lodovici.

La statua lignea di S.Fortunato

La statua lignea di S.Fortunato

Di pregevole fattura la statua lignea di S. Fortunato del 1808 raffigurante il santo in piedi benedicente con nel petto incastonata una sua reliquia. Si ha notizia di una precedente statua risalente al XV secolo rappresentante San Fortunato su sedia vescovile.
Il campanile con l’inconfondibile cuspide conica risale al 1400 ed è abbellito da un pregevole arco ornamentale in cotto.
A proposito della costruzione della chiesa di San Francesco e del paese di Falerone il Marchese Amico Ricci scrive nel 1834: ”e quella di Fallerone, la quale s’è apprezzabile nella parte interna, non è meno interessante nell’esterna dove si usarono molti ornati di terra cotta, i quali crederei posteriori all’erezione della chiesa, essendosi pratticati in ispecial modo nello secolo susseguente; se di questi sono abbondevolissimi i paesi della provincia, lo è più di ogni altro Fallerone, dove non havvi quasi finestra o porta di privata abitazione, che non sia ricca di tali ornamenti”.

Una foto recente dell'interno della chiesa di San Fortunato

Una foto recente dell’interno della chiesa di San Fortunato

Marco Armellini