Monteleone di Fermo → Architettura

monteleone chiesa misericordia 150

Chiesa della Madonna della Misericordia a Monteleone di Fermo

Detta anche del Crocifisso

L’origine della chiesa è legata a uno dei fenomeni più devastanti che sconvolsero l’Europa tra la metà 1300 e la fine del 1600. Si tratta della peste nera o peste bubbonica, una forma epidemica per la quale non si conoscevano all’epoca rimedi efficaci e pertanto era altamente contagiosa e fortemente letale. Pochi dei colpiti riuscivano a sopravvivere. La prima grande ondata, proveniente dalle steppe dell’Asia centrale, si sviluppò tra 1348 e 1351. Si calcola che perì in Europa circa un terzo della popolazione; in Italia alcune comunità quasi scomparvero.
Da allora la peste tornò ciclicamente a flagellare le popolazioni per oltre tre secoli. Una forte ripresa del male si ebbe nel 1399. Schiere di persone vestite di lino bianco ( si parlò di “compagnie o confraternite dei bianchi”) si recavano in processione, pregando e flagellandosi, alle chiese dedicate alla Madonna, invocando “Misericordia e pace”.
Nelle Marche si diffuse la voce, portata si disse da marinai provenienti dall’Oriente, che la città o paese che avesse realizzato in una notte una chiesa di forma circolare dedicata alla Beata Vergine Maria della Misericordia sabbero stati salvaguardati dal flagello. Ha tramandato un cronista che la chiesa a Fermo fu edificata nella notte tra il 31 ottobre e il primo novembre 1399, in prossimità della piazza di San Martino, oggi Piazza del Popolo.
Una chiesina circolare intitolata alla Madonna della Misericordia fu edificata anche a Monrteleone di Fermo, fuori le mura, in contrada Trocchio, sulla strada per l’Ete Vivo. Sull’altare fu realizzato un bell’affresco che raffigura la Vergine Maria dare riparo sotto l’ampio mantello ai fedeli che a lei ricorrono. Il gruppo sotto il braccio destro è vestuito di bianco. Nei primi decenni del Cinquecento la chiesina fu ampliata nelle forme romaniche essenziali ed eleganti che tuttora conserva e fu definitivamente consacrata il 27 maggio 1552.
La chiesa è di straordinario interesse artistico per i dipinti che rivestono l’interno, realizzati in epoche diverse, e che costituiscono uno dei cicli pittorici più estesi del Fermano giunti fino a noi..Oltre alla Madonna della Misericordia, di cui si è detto, meritano particolare attenzione l’Annunciazione dell’altare maggiore, la Madonna del Latte, sulla destra della porta d’ingresso, la teoria di sante e santi, compresi san Michele Arcangelo, san Martino e san Marone che tine al guinzaglio un drago, e soprattutto il giudizio universale che Orfeo Presutti di Fano pare abbia firmato nel 1548.
Da rilevare, tra i santi raffigurati, san Giobbe e san Sebastiano, invocati nelle malattie della pelle e a cui forse si cercava di porre rimedio con i fanghi dei vulcanelli presenti lungo la valle dell’Ete.
Di rilievo anche la cinquecentesca statua lignea di san Rocco e il Crocifisso, attribuibile al secolo precedente, collocato sull’altare laterale di sinistra, prima che venisse trasferito nella parrocchiale di San Marone.

Carlo Verducci