Monsampietro Morico → Arte

organo 150

Organi e Organari a Monsampietro Morico: chiesa di ss. Pietro e Antonio

Organo del 1786 attribuibile a Francesco Giulietti di Ortezzano

Organo di Francesco Giulietti, costruito nel 1786, con ampio riutilizzo di materiale fonico dei secc. XVI e XVII (cfr. Nota critica in calce alla predetta scheda).
Posto sopra l’ingresso in cantoria in muratura, con parapetto mistilineo decorato con rilievi di strumenti musicali e ghirlande. Cassa lignea addossata alla parete, ridipinta di bianco, decorata con motivi floreali a rilievo, con prospetto fiancheggiato da paraste laterali di ordine corinzio e sormontato da archivolto.

Facciata di 25 canne di stagno, distribuite in unica campata a cuspide con ali, con labbro superiore a scudo, del Principale dal Fa1. Davanti i Tromboncini.
Tastiera più antica a finestra, di 50 tasti (Do1-Fa5, con prima ottava corta), in bosso ed ebano, con i frontalini dei tasti diatonici intagliati a chiocciola (tranne che per gli ultimi due tasti) e i cromatici intarsiati con doppio filetto di bosso; modiglioni laterali di noce, sagomati a doppio riccio.
Pedaliera diritta a leggio, scavezza, di 18 tasti (Do1 – Sol#2 + Tamburo), costantemente unita alla tastiera.
Registri a destra della tastiera, a tiranti con pomelli di legno torniti e tinti di nero posti entro propria tavola su due colonne; cartellini a stampa apposti con il moderno restauro:

PRINCIPALE BASSI [8′]                       VOCE UMANA [S, 8′]

PRINCIPALE SOPRANI                       TRAVERSIERE [S, 8′]

OTTAVA                                                  FLAUTO IN VIII B.

DECIMA QUINTA                                  FLAUTO IN VIII S.

DECIMA NONA                                      FLAUTO IN XII

VIGESIMA SECONDA                         CORNETTA [S, 1, 3/5′]

VIGESIMA SESTA                                TROMBONCINI B. [8′]

 TRIGESIMA TERZA (Fino a Do3)   TROMBONCINI S.

TRIGESIMA SESTA (Fino a Fa2)   TROMBONE [S, 8′]

CORNTRABASSO [P, 16′]

Tiratutti a manovella (dall’Ottava) posto al di sopra dei registri.

Trasmissioni meccaniche, solite.
Due mantici cuneiformi a sinistra della cassa, azionabili manualmente tramite corde e carrucole, dotati di elettroventilatore con il moderno restauro.
Somiere maestro di noce, a tiro, chiuso da anta unica con due pomelli, assicurata da 20 naselli; all’interno, 50 ventilatori con guide di ottone e chiusura su tiranti a borsino con perlina di legno. Ordine delle stecche dalla facciata: 1. Tromb. B; 2. Tromb. S; 3. Princ. B; 4. Princ. S; 5. Trav.; 6. Voce um.; 7. Ottava; 8. Fl. in VIII S; 9. Fl. in VIII B; 10. Cornetta; 11. Fl. in XII; 12. XV; 13. XIX; 14. XXII; 15. XXVI; 16. XXIX; 17. XXXIII; 18. XXXVI.
Somiere in basseria di noce, chiuso da due ante assicurate da naselli, con stecca per i Tromboni.
Crivello in legno, con bocche delle canne sottostanti tranne Principale e Flauto in VIII S.
Le prime canne del Principale sono di legno tinte di rosso, poste ai lati del somiere maestro. Le canne del Principale non in facciata presentano il piede allungato. Il Trav. e il Fl. in VIII S. hanno canne a cuspide. I Tromboncini hanno tube di stagno, di foggia veneta. 20 canne dei Contrabbassi (comprese le ottave di rinforzo) di legno tinte di rosso, le maggiori pipate; 12 canne di tromboni, con noce di piombo e tuba di legno tinto di rosso a tronco di cono. Numerazione e notazione alfabetica variamente graffite su corpo e piede delle canne metalliche, spesso in doppia serie non sempre corrispondente (cfr. Nota critica in calce alla presente scheda). Ritornelli del Ripieno alla maniera veneta: fa eccezione la XV che ritornella sul Do5 anziché sul Do#5.
L’organo è stato restaurato dalla ditta Inzoli cav. Pacifico e figli dei Fratelli Bonizzi di Ombriano di Crema (CR) nel 1998. Lo strumento è perfettamente suonante.

Nota critica
La paternità giuliettiana di quest’organo era già nota in base ad un trafiletto comparso sulla Gazzetta Universale di Fuligno del 22 ottobre 1786 (cfr. sezione onomastica alla voce Giulietti Francesco). Una ricerca condotta dagli estensori della presente scheda nell’archivio della chiesa parrocchiale di Monsampietro Morico, la stessa che ospita l’organo, ha fatto altresì ritrovare il verbale dell’adunanza (19 marzo 1786) della locale confraternita del SS. Sacramento contenente la decisione – presa all’unanimità – di acquistare lo strumento: [omissis] P.a Essendosi fatto intendere il Sig.re Francesco Giulietti di ortezzano, ed al p.nte M.ro di Scuola in S. Elpidio Morico di voler vendere a q.sta Ven. Compagnia un suo nuovo Organo per il prezzo di scudi i70 m.ta, e questi pagarsi dalla Comp.a nel seguente modo, cioè scudi 20 nell’atto della consegna di esso e scudi i50 residuali ratizzatamente dentro il T.ne di Anni dieci da decorrere dal giorno di detta consegna; però che pare senz esser tenuta per d.o tempo ad alcun pagamento de’ frutti compensativi [omissis]” (Registro adunanze Confraternita SS. Sacramento 1777-1830, cc. 127R e v).
Il moderno restauro dell’organo ha permesso di condurre attente osservazioni sulle varie parti dello strumento: particolarmente interessante si è rivelato l’esame del materiale fonico. Su un totale di 643 canne, ne risultano 193 costruite ex novo da Giulietti, 423 più antiche riutilizzate dall’organaro, 27 integrate con il moderno restauro. Il nucleo fonico più antico presenta canne pesanti, di lastra spessa e grezza, alcune delle quali rivelano una superficie interna rugosa e non sgrossata. Quasi tutte queste canne recano graffita una o più numerazioni, ma non sempre corrispondenti alla loro attuale posizione. A detta dei moderni restauratori, il gruppo delle canne più antiche risalirebbe al sec. XVII; a noi questo materiale dà un’impressione di maggiore antichità: sul piede del Re2 del Flauto in VIII sembra addirittura potersi leggere, graffita, la data “1521”, a meno che non si tratti di due diverse segnature affiancate (tale rilievo non risulta dalla relazione di restauro, che pure diligentemente riporta la numerazione delle canne dei vari registri). Questa, naturalmente, è solo un’ipotesi e viene qui espressa con molta cautela. Tuttavia, conoscendo la propensione degli organari di Ortezzano a riutilizzare materiali preesistenti(prima di Giulietti, infatti, lo fece anche Giuseppe Attili), non deve stupire la presenza di questo congruo nucleo fonico antico, che potrebbe provenire da uno o più organi già esistiti nel luogo o nel circondario. Sembra però doversi escludere il riciclaggio del materiale fonico dell’organo che precedette l’attuale nella stessa chiesa: dalla ricerca d’archivio sappiamo che esso fu un piccolo strumento di sei registri costruito nel 1725 da Giuseppe Attili (cfr. nell’arch. sopra cit. Inventari, n. 65, c. 24v). Risultano così effettivamente costruite da Giulietti le prime 28 canne del Principale (le 25 di facciata più le tre lignee interne), quelle del Traversiere, dei Tromboncini, dei Contrabassi, dei Tromboni, mentre per gli altri registri si è limitato a poche integrazioni. La tastiera, invece, proviene verosimilmente da un organo dismesso di Giuseppe Attili; essa era in origine di 47 tasti (Do1 -Re5, con prima ottava corta) e Giulietti l’ha ampliata fino al Fa5: spia eloquente di quest’operazione sono gli ultimi due tasti diatonici (Mi5 e Fa5), privi dell’intaglio a chiocciola sul frontalino, che caratterizza invece tutti gli altri (anche questo rilievo è nostro, e non risulta dalla relazione di restauro).

Paolo Peretti – Gianluigi Spaziani

Tratto da: Organi e organari nella Marca dal Potenza al Tronto, a cura di Paolo Peretti, Fermo, Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, 2000, pp. 152-154